Una lettura discorsiva, con momenti suggestivi, rappresentazioni grafiche, segreti e alchimie dello straordinario mondo della Neuroregolazione Interattiva. Il primo libro in Italiano. Da non perdere!
Riab Info Anno IX° n° 22
RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 9 dicembre 2011
Anno IX° n° 22
le ultime news di Riab Info
Ci si può iscrivere a Riab Info inviando una e-mail a riab.info@libero.it
Graditi i commenti di chi ci legge.
ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “ FATELE GIRARE”
la redazione.
PERCHE’
NON UN SOTTOSEGRETARIATO ALLE PROFESSIONI SANITARIE?
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO fa sua la proposta, lanciata da Riabilitazione Oggi, per
sensibilizzare il Ministero della Salute al fine di ottenere una rappresentanza
adeguata ai 600.000 professionisti appartenenti alle nostre professioni
sanitarie.
Perché a certi livelli ci devono arrivare solo i medici? Non è forse
il momento di avere un Sottosegretariato con delega alle nostre faccende?
Se l’avesse fatto
il Ministro precedente non gli avrebbero fatto fare la figuraccia di pubblicare
sul sito del ministero che il Mft post’96 è professione sanitaria e nessuno gli
avrebbe fatto mantenere in vita un tavolo tecnico per chiarire le competenze
del Fisioterapista e del laureato in Scienze Motorie, ad 1 septies abrogato.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, ci pare interessante quanto sta venendo avanti
nella regione Lazio sull’annosa vicenda dei servizi e delle dirigenze di area.
Dopo la mozione, sulla stessa materia, approvata all’unanimità dal Consiglio
Regionale della regione Lombardia e tutta da applicare, ecco ora questa nuova
proposta di legge.
Proposta che sarà oggetto di una conferenza stampa,
lunedì 19 dicembre, dei Gruppi Consiliari firmatari presso la sede del
Consiglio della Regione Lazio (via della Pisana, 1301) che la presenteranno.
Successivamente, nel mese di gennaio, sarà
organizzato un Convegno specifico sull’argomento.
Ecco intanto la proposta di legge del Lazio
Norme per la valorizzazione delle professioni sanitarie e sociali
1.
LE FINALITA’
1.1 La
Regione Lazio constata che l’individuazione di servizi autonomi
con responsabilità dirigenziale per tutte le aree delle professioni sanitarie e
di assistente sociale del comparto sanità è premessa fondamentale per il
raggiungimento dei livelli di autonomia e di qualificazione degli operatori ed
affianca concretamente l’analoga progressione ordinamentale e formativa
conseguita da questo personale laureato in virtù delle e leggi 42/99, 251/00 e
43/06.
1.2 Pertanto la
Regione Lazio riconosce valenza strategica alla legge 251/00.
quale risorsa per una diversa organizzazione del lavoro sanitario ,
individuando quale primaria area di
intervento la valorizzazione dell’apporto
delle professioni, incentivando ed estendendo
il conferimento diretto di
responsabilità, come previsto dagli artt. 1,2,3 e 4 della legge 251/00, per le
distinte aree di competenza, attraverso
la istituzione di specifici servizi diretti da dirigenti provenienti dalle
stesse aree, con le seguenti finalità:
-
dare attuazione alla legge
251/00 riconoscendone le potenzialità delle
professioni sanitarie, elaborando linee guida per individuare le
opportune strategie organizzative , realizzando nelle aziende sanitarie
l’affidamento delle aree di competenza ai professionisti ed introducendo nuove modalità di organizzazione del lavoro; -
monitorare la progressiva realizzazione dei servizi tramite
verifiche periodiche sulla attuazione e
sui risultati conseguiti; -
Inserire i servizi delle
professioni sanitarie nell’organizzazione dipartimentale e/o garantirne il
collegamento funzionale con i dipartimenti previsti dagli Atti aziendali,
secondo modelli affidati alla autonoma determinazione delle aziende, al fine di
realizzare una revisione dei modelli organizzativi tendenti ad ottimizzare
l’impiego delle risorse ed a migliorare il servizio reso ai cittadini .
2.
COSTITUZIONE DEI SERVIZI
<!DOCTYPE HTML PUBLIC “-//W3C//DTD
HTML 4.0 Transitional//EN”><!– saved from url=(0052)http://www.antelonline.it/Documenti/EMENDAMENTI.html –>
2.1<SPAN style=”mso-spacerun: yes”>
</SPAN>La
Regione Lazio, promuove
nell’esercizio delle proprie funzioni amministrative, di indirizzo, di programmazione
ed controllo, la valorizzazione delle funzioni e del ruolo delle professioni
sanitarie e sociali, al fine di contribuire alla realizzazione del diritto alla
salute, al processo di aziendalizzazione del Servizio sanitario regionale,
all’integrazione sociosanitaria ed all’armonizzazione dell’organizzazione del
lavoro nella Regione con quella delle altre Regioni italiane e degli altri
Stati dell’Unione Europea.
2<SPAN
style=”mso-tab-count: 2″></SPAN><SPAN
style=”mso-tab-count: 2″></SPAN><SPAN style=”mso-tab-count:
2″></SPAN><SPAN style=”mso-tab-count:
1″></SPAN>. 2 Al fine di assicurare una adeguata risposta
ai bisogni di salute dei singoli e della collettività, mediante
l’ottimizzazione, il coordinamento ed il controllo di qualità delle prestazioni
degli operatori delle professioni sanitarie e sociali, le aziende unità
sanitarie locali e le aziende ospedaliere, l’ A.R.E.S. 118, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e l’ARPA ,
nell’ambito dell’atto aziendale previsto dall’articolo 3, comma 1 bis del decreto
legislativo 3 dicembre 1992, n.502 e successive modifiche, istituiscono i
seguenti servizi, in rapporto alla tipologia aziendale, qualificandoli quali
unità organizzative dirigenziali, complesse o semplici in relazione alla
complessità, all’ampiezza e alla rilevanza strategica, secondo criteri definiti
attraverso la concertazione con le OO.SS., modificando ed integrando a tal fine
l’atto stesso :
a) servizio per l’assistenza
infermieristica e ostetrica e delle
connesse funzioni di supporto;
b) servizio professionale di diagnostica
strumentale e tecnico-assistenziale;
c) servizio professionale di riabilitazione
;
d) servizio professionale di
prevenzione ;
e) servizio professionale sociale.
2.3. I compiti dei dirigenti dei servizi di
cui sopra, che non sono sostitutivi dei compiti dei dirigenti medici e degli
altri profili sanitari, tecnici e professionali, prevedono il concorso, per gli
aspetti di competenza, alla individuazione e realizzazione degli obiettivi
individuati dalla Direzione Generale dell’Azienda per la programmazione,
organizzazione, gestione, verifica e controllo dell’erogazione delle
prestazioni proprie della specifica area professionale legate alla promozione
della salute, prevenzione, cura e riabilitazione e sono definiti all’interno dell’Atto di
autonomia aziendale, fermo restando di
quanto disposto dai vigenti CC.CC,NN.LL.
dell’Area dirigenziale di riferimento.
3.
ARTICOLAZIONE ORGANIZZATIVA DEI SERVIZI
<SPAN style=”mso-tab-count:
2″> </SPAN>
3.1 Il servizio per
l’assistenza infermieristica ed ostetrica nonché delle funzioni connesse è di
norma articolato nelle seguenti unità organizzative:
- assistenza
infermieristica territoriale - assistenza
infermieristica ospedaliera - assistenza
ostetrica - formazione infermieristica ed ostetrica e del
personale di supporto;
3.2. Il servizio professionale
di diagnostica strumentale e tecnico-assistenziale è di norma articolato nelle
seguenti aree:
- diagnostica
professionale di laboratorio;) - diagnostica
professionale per immagini; - tecnico-assistenziale
- formazione
delle professioni tecnico-sanitarie .
3.3 Il servizio professionale di riabilitazione è
di norma articolato nelle seguenti aree:
- riabilitazione
funzionale territoriale - riabilitazione
funzionale ospedaliera - formazione
delle professioni riabilitative
3.4.Il servizio
professionale di prevenzione è di norma
articolato nelle seguenti aree:
- area
dell’educazione alla salute (coordinando
le/gli assistenti sanitarie/i anche se operanti nei distretti e nei
presidi ospedalieri) - area
della tutela della salute negli ambienti di vita - area
della tutela della salute negli ambienti di lavoro - area
veterinaria - area
della formazione delle professione tecniche della prevenzione
3.5.Il servizio sociale
professionale è di norma articolato nelle seguenti aree:
- area
distrettuale - area
della salute mentale - area
della formazione
3.6.<SPAN style=”mso-spacerun: yes”>
</SPAN>Le
Aziende sanitarie attribuiscono la diretta responsabilità e gestione delle
attività e delle funzioni connesse, laddove previste, per ciascuna area di cui agli artt.1,2,3,4 di
cui alla legge 251/2000<SPAN
style=”mso-spacerun: yes”> e di quella propria della
professione di assistente sociale </SPAN>ad un
dirigente per ciascun servizio di cui sopra individuato con le modalità
previste dagli artt.6 e 7 della stessa legge 251/2000.
3.7. Le Aziende nelle quali
insistono corsi di laurea per le professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche,
tecniche, della riabilitazione nonché della prevenzione possono istituire
un’apposita unità operativa dirigenziale per la formazione universitaria.
3.8. Il sistema organizzativo
dei servizi,qualificati come unità organizzative dirigenziali, può essere modulabile non solo in rapporto alla
tipologia, ma anche in relazione alla complessità e dimensione aziendale,
prevedendo accorpamento di uno o più servizi o una maggiore articolazione degli
stessi.
3.9. In alternativa o in
integrazione alla sopra descritta articolazione dei servizi in aree
ospedaliere, territoriali e della formazione, le Aziende possono articolare i
servizi identificando alcuni processi rilevanti ed articolare l’organizzazione
in modo trasversale: livelli assistenziali- profili di cura, organizzazione-
sviluppo professionale, formazione-ricerca ed ECM, in grado di riunificare i
processi/percorsi di continuità assistenziale e di presa in carico dei bisogni
dei cittadini attraverso politiche di rete e di distretto.<SPAN style=”mso-spacerun: yes”></SP8.Le
Aziende s(8
<SPAN style=”mso-tab-count: 2″>
</SPAN><SPAN
style=”mso-tab-count: 2″>
</SPAN><SPAN
style=”mso-tab-count: 2″>
</SPAN><SPAN
style=”mso-tab-count: 1″>
4. FUNZIONI DEI SERVIZI
4.1 Sono di competenza dei suddetti servizi le funzioni
attribuite ai professionisti dai decreti istitutivi dei relativi profili
professionali sanitari, della legge istitutiva della professione di assistente
sociale, dalle leggi 42/99 e 251/00 che di seguito enucleate
e evidenziate :
<![if !supportLists]>a)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]>concorrono
alla individuazione e alla realizzazione degli obiettivi generali dell’Azienda
e di quelli specifici dell’area di competenza;
<![if !supportLists]>b)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> garantiscono
l’erogazione dei livelli di assistenza per la parte di competenza nonché </SPAN><![endif]>,
la promozione delle attività di
prevenzione, cura e sostegno
degli individui, delle famiglie e della collettività;
<![if !supportLists]>c)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]>programmano,
organizzano, coordinano, gestiscono, verificano
e controllano le risorse umane e materiali necessarie per l’erogazione
delle prestazioni sanitarie infermieristiche, tecniche , della riabilitazione, della prevenzione e
sociali nei servizi offerti all’utenza sia in regime di ricovero che
territoriale e domiciliare;
<![if !supportLists]>d)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]>programmano
il fabbisogno formativo di base, complementare e permanente, e delle attività
di studio, di ricerca, di didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari
e sociali nonché in quelli dove si richiedono le specifiche competenze
professionali;
<![if !supportLists]>e)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]>promuovono
e concorrono alla formazione del personale di supporto;
<![if !supportLists]>f)<SPAN style=”FONT: 7pt ‘Times New
Roman’”> selezionano
gli operatori per la titolarità degli insegnamenti della materie teoriche e
pratiche dal contenuto professionale, per la guida dei tirocini e per il
tutorato, specifici per ogni professione interessata, in collaborazione con
l’Università per i corsi di laurea ed i master</SPAN><![endif]>;
<![if !supportLists]>g)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]>promuovono
i progetti di ricerca e revisione della qualità e degli esiti delle diverse
attività sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione e sociali
mediante definizione di protocolli valutati e di specifici indicatori di
qualità;
<![if !supportLists]>h)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]>sviluppano
le ricerca e la sperimentazione di modelli organizzativi innovativi e di nuovi
protocolli operativi mirati alla soluzione dei problemi riabilitativi e tecnico-assistenziali,
con metodo scientifico e con l’adozione, in via ordinaria della cartella
clinica integrata con la cartella infermieristica, con la cartella riabilitativa e con la
cartella sociale;
<![if !supportLists]>i)<SPAN style=”FONT: 7pt ‘Times
New Roman’”> </SPAN><![endif]>partecipano
alla identificazione dei bisogni di salute della persona, della famiglia e
della collettività e alla conseguente elaborazione della strategia aziendale
per il raggiungimento dell’obiettivo di una più efficace ed efficiente risposta
ai bisogni dell’utenza, attraverso l’identificazione delle risorse necessarie e
disponibili per soddisfare tali bisogni;
<![if !supportLists]>j)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]>identificano
i bisogni prioritari di salute per
l’assistenza alla persona e formulano i relativi obiettivi;
<![if !supportLists]>k)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> collaborano ai
programmi di sorveglianza e controllo delle infezioni ospedaliere e delle malattie
infettive,;
<![if !supportLists]>l)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]>pianificano,
gestiscono e valutano l’intervento dell’assistenza infermieristica, tecnica,
della riabilitazione, di prevenzione e sociale;
m<![if !supportLists]>)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]>partecipano
alla programmazione delle attività intra-moenia, ove sono coinvolte le
professioni infermieristiche, tecniche e della riabilitazione;
n<![if !supportLists]>)<SPAN style=”FONT: 7pt
‘Times New Roman’”> </SPAN><![endif]><![if
!supportLists]><SPAN style=”FONT: 7pt ‘Times New
Roman’”></SPAN><![endif]>concorrono alla promozione
dell’’educazione alla salute mirata alle attività di prevenzione.”
<SPAN style=”mso-tab-count: 2″>
</SPAN><SPAN
style=”mso-tab-count: 2″>
</SPAN><SPAN
style=”mso-tab-count: 2″>
</SPAN><SPAN
style=”mso-tab-count: 1″>
</SPAN>
</SPAN><SPAN style=”mso-tab-count: 2″>
</SPAN><SPAN
style=”mso-tab-count: 2″>
</SPAN><SPAN
style=”mso-tab-count: 1″>
</SPAN>
5. DIREZIONE DEI
SERVIZI
5.1
L’incarico di dirigente delle professioni sanitarie e di quella di assistente
sociale, nel rispetto della disciplina di ciascun’area professionale, è
conferito secondo le procedure previste dagli artt. 6 e 7 della legge 251/00 ed
in aderenza alla specifica normativa contrattuale e concorsuale.
5.2.
L’assunzione avviene di norma e preferibilmente a tempo indeterminato
qualora l’incarico dirigenziale sia
attribuito con contratto a tempo determinato di durata triennale
rinnovabile, al personale inquadrato nella categoria Ds o in possesso di
un’anzianità di servizio di almeno cinque anni nella categoria D a seguito della seguente procedura selettiva:
-
è indetto specifico avviso da pubblicare sul Bollettino Ufficiale
della Regione e della Gazzetta Ufficiale della Repubblica , per titoli e
colloquio da un’apposita commissione esaminatrice composta dal direttore
sanitario, in qualità di presidente,
nonché da due esperti dell’area. Ai fini della valutazione dei
candidati, la commissione determina un’apposita griglia preventiva per la
valutazione dei titoli ed apposite modalità per l’effettuazione di una prova
orale,nel rispetto della normativa
vigente; -
il trattamento economico del
dirigente delle professioni sanitarie e di quella di assistente sociale è
disciplinato dal contratto collettivo nazionale dell’area della dirigenza dei
ruoli sanitario, amministrativo, tecnico e professionale del servizio sanitario
nazionale, nel rispetto delle modalità di graduazione degli incarichi
dirigenziali previste in sede aziendale per le diverse tipologie di incarichi
professionali e di struttura; -
per i posti di dirigente delle
professioni sanitarie e di quella di assistente sociale di nuova istituzione
servizio le Aziende rideterminano la
propria dotazione organica attraverso misure compensative, trasformando i posti già occupati dal personale del ruolo
sanitario e tecnico del comparto che, nell’Azienda, consegue la nuova
qualifica.
6. INTEGRAZIONE NELL’ORGANIZZAZIONE DIPARTIMENTALE
6.1
Le Aziende sanitarie integrano i servizi di
cui sopra nei dipartimenti
previsti dagli Atti aziendali, avuto riguardo all’omogeneità di competenza e di
intervento, e dalle aree disciplinari di riferimento e/o ne determinano il
collegamento funzionale con tali dipartimenti.
6.2 Le aziende sanitarie possono anche prevedere uno specifico dipartimento
dell’assistenza composto dai servizi suddetti,
nel rispetto delle normative contrattuali vigenti, al fine di
omogeneizzare, indirizzare e monitorare
le modalità per l’espletamento
delle specifiche funzioni di direzione dell’assistenza alla persona e delle altre
attività , sulla base dei seguenti principi:
-
responsabilizzazione degli
operatori circa il risultato conseguito; - autonomia nelle decisioni di competenza;
-
partecipazione alla
definizione degli obiettivi aziendali; - definizione dei piani formativi del personale proprio;
-
partecipazione allo sviluppo
organizzativo e tecnologico delle attività di riferimento.
7.Consulta Regionale delle Professioni
Mediche, Sanitarie e Sociali
7.1La
Consulta Regionale delle Professioni Mediche, Sanitarie e
Sociali è organismo tecnico consultivo
della Regione Lazio istituito con la presente legge al fine di coinvolgere le professioni
operanti nel Servizio Sanitario Regionale, attraverso le loro
rappresentanze ordinistiche, associative e sindacali , quali interlocutori
qualificati e fondamentale risorsa nei confronti decisionali al fine di
elaborare indirizzi e determinazioni
responsabili, consapevoli, condivisi e conosciuti finalizzati alla
promozione e tutela della salute.
7.2 L’Assessore Regionale alla Sanità affida
alla Consulta l’obiettivo di contribuire alla innovazione ed allo sviluppo
della qualità dei servizi sanitari e sociosanitari attraverso l’attività
consultiva in materia di organizzazione e programmazione del SSR e in materia
di elaborazione di pareri richiesti sui provvedimenti legislativi,
amministrativi e regolamentari di competenza di tale Assessorato.
7.3 La Consulta Regionale ha sede presso l’Assessorato alla Sanità
della Regione Lazio ed è dotata di propria struttura di supporto, e svolge
le seguenti funzioni:
a) consulenza in materia di organizzazione e
programmazione
sanitaria;
b) parere sui provvedimenti di contenuto
tecnico sanitario.
8. Organi della Consulta
8.1. Sono organi della Consulta Regionale:
a) il Presidente;
b) il Vice presidente;
c) l’ufficio di presidenza;
d) l’assemblea.
8.2 Presidente
La
Consulta Regionale è presieduto dall’Assessore Regionale alla
Sanità
con
il compito di:
- convocare
e presiedere l’assemblea della Consulta Regionale delle Professioni
Mediche, Sanitarie e Sociali - presiedere
l’ufficio di presidenza; - proporre
all’ufficio di presidenza il programma di attività e l’ordine del giorno
dei lavori; - sovrintendere
all’attuazione dei programmi di attività della Consulta Regionale; - proporre
alla Consulta Regionale il regolamento interno.
8.3.Vice Presidente
E’ Vice Presidente della Consulta Regionale il Presidente dell’Ordine
dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri del capoluogo di Regione e lo sostituisce,
con delega di funzioni, il Presidente in caso di Sua assenza.
8.4 Ufficio di Presidenza.
L’Ufficio di Presidenza è composto da:
- dal
Presidente della Consulta Regionale; - dal Vice
Presidente della Consulta Regionale; - da nove
membri eletti al proprio interno dall’assemblea; - dal
Direttore dell’ASP Lazio - dai
Direttori dell’Assessorato Regionale alla Sanità;
8.5
L’Ufficio di Presidenza ha il compito di:
- proporre
all’assemblea il programma di attività
della Consulta Regionale; - determinare
l’ordine del giorno dei lavori; - costituire
i gruppi di lavoro e proporre all’assemblea - la sua
articolazione in commissioni permanenti o speciali e la loro composizione; - designare
gli esperti incaricati a collaborare con le commissioni di cui sopra; - assegnare
alle medesime l’esame dei provvedimenti;
8.6 Assemblea
L’Assemblea della Consulta Regionale è
composta, oltre che dai componenti l’Ufficio di Presidenza, da:
1)
un esperto designato
rispettivamente dalle Federazioni degli Ordini e dei Collegi delle Professioni
di:
- Medico-Chirurgo
ed Odontoiatra - Infermieri,
Infermieri Pediatrici ed Assistenti Sanitari - Medici
Veterinari - Farmacisti
- Ostetriche
- Tecnici
Sanitari di Radiologia Medica; - Psicologi
- Biologi
- Chimici
- Assistenti
Sociali;
2) tre esperti designati congiuntamente dai
sindacati firmatari di accordo nazionale di lavoro rispettivamente da ciascuna
delle seguenti aree contrattuali: , dirigenza medica e veterinaria, dirigenza
SPTA, Medicina di Base, Specialistica Ambulatoriale;
3) quattro esperti designati dalle
Associazioni maggiormente rappresentative delle aree della legge 251/00 tra i profili ancora privi di albo
professionale, di cui uno della prevenzione, uno della riabilitazione uno della
tecnico-assistenziale ed uno della tecnico-diagnostica, nonché da un esperto
sociologo designato congiuntamente dalle
Associazioni professionali ;
4) tre direttori sanitari delle aziende sanitarie locali ed un direttore sanitario
delle aziende ospedaliere;
5) due direttori sanitari designati dalle
associazioni rappresentative degli istituti privati;
.
9. Funzioni dell’Assemblea
9.1. L’assemblea svolge le seguenti
funzioni:
a) consulenza e proposta in materia di
organizzazione e programmazione sanitaria;
b) pareri sui provvedimenti regionali di
contenuto tecnico sanitario, trasmessi dall’ufficio di presidenza della
Consulta;
c) parere obbligatorio sugli atti aventi
carattere programmatorio o dispositivo generale e sugli atti finali di tutti
gli organismi tecnico sanitari di nomina regionale;
d) adozione, entro trenta giorni
dall’insediamento, del regolamento interno su proposta del presidente;
e) nomina, nella prima seduta, a maggioranza
semplice degli otto membri dell’ufficio di presidenza scelti al proprio interno
di cui almeno uno tra i direttori sanitari aziendali;
f) adozione del programma annuale di
attività;
g) supporto al monitoraggio dei livelli di
assistenza, alla verifica della qualità del servizio, all’attuazione del
sistema dell’accreditamento ed alla elaborazione dei
progetti innovativi sperimentali; a tal fine
può richiedere studi, consulenze o ricerche all’Asp;
h) collaborazione alla stesura della
relazione sanitaria regionale;
i) promozione, anche in collaborazione con
soggetti pubblici e privati, di iniziative formative e culturali, nonché di
studi e ricerche;
l) promozione della elaborazione ed
espressione di parere obbligatorio sulle linee guida e sui percorsi
assistenziali nonché sui protocolli diagnostico e terapeutico riabilitativi, in
collaborazione con le società scientifiche e le federazione degli ordini e dei
collegi;
m) designazione dei membri di propria
competenza negli organismi tecnico sanitari regionali;
n) espressione di eventuali pareri su
provvedimenti aventi carattere sanitario a richiesta delle aziende sanitarie e
delle conferenze dei sindaci;
9.2. Per lo svolgimento dei propri compiti la
Consulta Regionale può avvalersi di esperti
nominati dal presidente su proposta dell’ufficio di presidenza, scelti anche su
designazione delle società scientifiche di settore;
9.3
Alle sedute dell’assemblea i Direttori dell’Assessorato Regionale alla
Sanità, a richiesta del presidente, può invitare i funzionari della Regione e
delle aziende sanitarie interessate per la trattazione degli argomenti di
rispettiva competenza.
9.5 . Le riunioni dell’assemblea non sono
pubbliche; gli atti inerenti materie di interesse generale sono pubblicati per
decisione del presidente del Consulta Regionale,anche su richiesta dell’ufficio
di presidenza.
10. Regolamento
10.1. Il
regolamento del Consulta Regionale è adottato dall’assemblea, su proposta del
presidente, entro trenta giorni dalla seduta di insediamento.
10.2. Il regolamento definisce le norme per
l’organizzazione e il funzionamento del Consulta Regionale e le articolazioni
di funzioni
11. Articolazioni di funzioni e Struttura
11.1 La
Consulta Regionale articola le proprie funzioni in commissioni
permanenti e speciali, per la trattazione di specifiche tematiche alle quali
possono essere chiamati a partecipare esperti anche esterni al servizio
sanitario regionale.
11.2. Per lo svolgimento delle proprie
funzioni, la
Consulta Regionale si avvale di una apposita struttura tecnica
cui è preposto un dirigente, regionale o di un’Azienda Sanitaria, responsabile,
coadiuvato da funzionari e personale messi a disposizione dalla Regione o dalle
Aziende Sanitarie.
11.3.L’Assessorato Regionale alla Sanità
mette a disposizione della Consulta Regionale di una sede idonea, nonché del
materiale indispensabile per lo svolgimento dei compiti ad esso assegnati.
12. Innovazione dell’organizzazione del lavoro
nelle Aziende Sanitarie
12.1 Inconsiderazione
dell’evoluzione formativa ed ordinamentale dei laureati delle professioni infermieristiche, tecniche-sanitarie, della
riabilitazione e della prevenzione nonché delle professioni di ostetrica e di
assistente sociale e delle specifiche indicazioni del Piano Sanitario Nazionale
2011-2013, anche al fine di valorizzare meglio le professioni mediche, la
Regione Lazio promuove la modifica
dell’organizzazione del lavoro nelle aziende sanitarie prevedendo che alcune
funzioni ora svolte dal personale medico possa essere svolto da questi
laureati, sulla base di direttive regionali e delibere aziendali, concordate
con le organizzazioni professionali e sindacali del personale interessato e
previo parere o proposta della Consulta delle professioni mediche, sanitarie e
sociali di cui all’articolo 7 della presente legge.
12.2 Inattesa di
quanto sopra l’organizzazione interna dei presidi ospedalieri è
progressivamente improntata sul modello dell’intensità di cure e, a seguito di
specifica delibera di giunta regionale, da emanare entro tre mesi
dall’approvazione della presente legge, i dipartimenti di emergenza sanitaria e
l’Ares 118 adottano il modello del c.d “See and treat” e dell’Ambulanza India.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
MAIL
Mastrillo n. 14, del 5 dicembre 2011
1) CORSI
DI LAUREA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
2)
OSSERVATORIO DEL MIUR PER LE PROFESSIONI SANITARIE
3)
RIFORMA GELMINI
4)
ORDINI e ALBI
1)
CORSI DI LAUREA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
Ampliamento
posti al 10% per Medicina su AA 2011-12
Come primo atto, il 23
novembre, il nuovo Governo con il Ministro dell’Università, Francesco
Profumo, insieme a
quello della Salute, Renato
Balduzzi, ha immediatamente sbloccato l’ampliamento fino al 10% dei
9.501 posti
http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/novembre/dm-23112011-%281%29.aspx
in aggiunta a quelli
messi a bando il 5 settembre scorso. http://www.sanita.ilsole24ore.com/PrimoPiano/Detail/1390944
http://www.salute.gov.it/attualita/paDettaglioComunicati.jsp?id=3429
Recependo così la
proposta avanzata il 5 ottobre dall’interrogazione parlamentare di Paola
Binetti (UDC)
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=44202&stile=6&highLight=1
Dopo la inadempienza
dell’ex Ministro Gelmini, c’è voluto un ex Rettore per abbattere
ogni dubbio.
Fino all’ultimo ci
aveva provato invano anche Marco Zacchera (PdL), che il 3
novembre ha presentato alla
Camera l’Interrogazione
a risposta scritta, n. 4-13780, chiedendo l’ampliamento al 20%
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=45268&stile=6&highLight=1
Trattasi dello stesso
provvedimento che il MIUR ha decretato negli ultimi due anni, nel 2009 e nel
2010.
L’iter, piuttosto
complesso, si è concluso nell’intero mese di novembre come evidenziato da “Il
Sole 24 Ore”:
8 martedì http://www.aitn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=251&Itemid=69
21 lunedì http://www.aitn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=248&Itemid=69
23 mercoledì http://www.sanita.ilsole24ore.com/PrimoPiano/Detail/1390944
24 giovedì http://www.aitn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=249&Itemid=69
29 martedì http://www.aitn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=250&Itemid=69
http://www.sanita.ilsole24ore.com/PrimoPiano/Detail/1390944
Quasi tutte le
Università, 33 su 40, hanno quindi riaperto le immatricolazioni, che sono
tuttora in corso.
Mentre sono ancora
sospese le decisioni di pochi altri Atenei, fra cui Milano, Verona, Bologna,
Modena e Siena per circa 180 posti sul totale dei previsti 963 posti. Il numero
più alto, con 40 posti, riguarda Milano Statale su cui si è alzata la protesta
degli studenti, che ha trovato immediata evidenza su “Il Corriere della Sera”
odierno
http://www.aitn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=253&Itemid=69
No
al recupero di 356 posti vacanti sui 559 degli extracomunitari.
Resta invece esclusa la
possibilità di recupero dei 356 posti residui dagli extracomunitari, rispetto a
cui sarebbero insorte obiezioni e critiche da parte di alcuni Paesi esteri ,
specie per lo sbarramento del minimo di 20 quiz su 80.
http://www.studiare-in-italia.it/studentistranieri/elenco2011/residui.html
Ampliamento
di 125 posti per Infermieristica su AA 2011-12
http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/novembre/dm-23112011.aspx
Con un secondo Decreto
del 23 novembre il MIUR ha stabilito l’ampliamento di 168 posti rispetto ai
precedenti 15.781, con +120 su Messina, 40 su Roma Tor Vergata e 8 su Torino,
come da rispettiva richiesta al MIUR.
http://www.aitn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=244&Itemid=69
Programmazione
posti AA 2012-13
Dopo la richiesta
formulata a Regioni e categorie il 14 ottobre dal Ministero della Salute alcune
Regioni hanno avviato le consultazioni. La prima a partire è stata la Regione
Lombardia che il 15 novembre ha riunito le 22 Categorie, a cui ha fatto seguito
il 25 la Regione Sardegna. Mentre la Regione Puglia ha avviato la rilevazione
tramite scheda informatizzata via mail. Analogamente allo scorso anno
seguiranno anche le altre Regioni.
Report
Ministero Università su studenti e Docenti
Con Decreto n. 439 del
3 novembre, il MIUR ha pubblicato i “Criteri di Ripartizione del Fondo di
Finanziamento Ordinario (FFO) delle Università per l’anno 2011. http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/novembre/dm-03112011.aspx
Fra gli allegati si
segnala sia quello sul numero assoluto di Docenti che quello equivalente in
rapporto agli studenti
http://attiministeriali.miur.it/media/179479/docenti_31_12_2010.pdf
http://attiministeriali.miur.it/media/179476/rapporto_studenti_docenti.pdf
Da quest’ultimo si rileva
una media nazionale di 21, con range che va dai 36 per Catanzaro ai 13 di
Palermo, con valori intermedi di 26 Bari, 22 Genova,Roma Sapienza , 20 Padova,
19 Trieste, 18 Bologna e Firenze, 16 Milano
http://www.aitn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=252&Itemi
2)
OSSERVATORIO PROFESSIONI SANITARIE DEL MIUR
http://www.aitn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=153&Itemid=69
Permane l’attesa per
l’emanazione del nuovo Decreto interministeriale Università – Salute per
l’aggiornamento dei componenti del Comitato di Presidenza di cui al precedente
Decreto del 30 dicembre 2010.
A questo dovrebbe seguire il Decreto di nomina dei
rappresentanti designati da tutte le 22 professioni sanitarie.
La speranza è che dopo
un anno esatto si concretizzi un iter che sembrava francamente più agevole
3)
RIFORMA GELMINI Legge 240/2010
http://w3.uniroma1.it/cnru/wp-content/uploads/2011/01/Legge-Gelmini.pdf
Ormai si sono perse le
tracce del decreto attuativo previsto dalla Legge 240, art. 6, comma 13 “Schema
tipo
Convenzione tra Atenei
e Regione SSN per i corsi di Laurea di area sanitaria”. L’ultima bozza di
giugno scorso è composto da 33 articoli, di cui il 23 su “Attività formativa
per le professioni sanitarie e per le specialità mediche”
4)
ORDINI E ALBI
DDL
Senato n. 573 G.
Caforio (IdV) e n. 1.142 R. Boldi (LNP).
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/comm/32596_comm.htm
DDL
Camera dei Deputati n. 4274 e Senato n. 2935
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/37416.htm
Superata la crisi
politica con il cambio di Governo, il 30 novembre è ripresa al Senato in XII
Commissione Sanità la discussione sulla evoluzione dei DDL sugli Ordini, con
vari interventi fra cui quelli più diretti da parte di http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=619929
Michele
Saccomanno (PdL), Antonio Fosson (UDC-SVP-AUT:UV)
e Fabio Rizzi (LNP) che in particolare
ricorda il tema degli
albi delle professioni sanitarie, richiamando la necessità di un chiarimento
resosi necessario rispetto al quadro comunitario, al fine di pervenire ad una
regolarizzazione di professionalità che garantirebbe una maggiore qualità dei
servizi ai cittadini.
In replica, il Ministro
Renato Balduzzi ritiene utili le precisazioni fornite da alcuni
senatori sulla istituzione degli ordini ed albi riguardanti le professioni
sanitarie infermieristiche nell’ottica di regolarizzare chi opera in tale
settore. Sulla stessa linea si è espresso il Presidente della XII Commissione
Sanità, Antonio Tomassini, che ha dichiarato: “Non siamo
particolarmente affezionati al testo approvato in Commissione e passato già in
Aula, possiamo anche riorganizzare alcuni articoli, ma i principi
fondamentali vanno salvaguardati. Tutela dei cittadini, percorsi dei
professionisti e uguaglianza tra le professioni, perchè oggi su 22 profili
sanitari, 5 hanno un Ordine o Albo e 17 no.” http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=1396
Torna quindi in
evidenza quanto era stato sollecitato all’allora Ministro della Salute, Livia
Turco, in occasione del convegno del 18 maggio 2007 presso il CNR a
Roma, proprio sulla necessità di dare una regolamentazione alle 17 professioni
escluse come Fisioterapista, Logopedista, Educatore Professionale,Tecnico
Laboratorio, Tecnico di Neurofisiopatologia, Tecnico Ortopedico, Dietista, ecc http://www.ministerosalute.it/salaStampa/dettaglioEvento.jsp?id=1
http://www.aitn.it/pdf_albo_ordini/Roma%2018%20maggio%2007%20articolo_.pdf
D’altra parte va
registrato che il nuovo Ministro della Giustizia, Paola Severino, il
29 novembre ha escluso
l’abolizione degli
Ordini, che anzi vanno riordinati http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=6310
In questo senso il 4
dicembre si è espresso anche il CUP
Infine, una tempistica
certa ed ultimativa è stata appena posta dal nuovo Governo con la manovra
presentata ieridomenica 5. Di conseguenza, se entro il 13 agosto 2012 non
saranno varate le norme per la riforma degli Ordini, questi verranno in ogni
caso soppressi. http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=73537513
Ora, è proprio in
questa direzione che le 17 professioni sanitarie prive di regolamentazione
ordinistica che
dovranno
necessariamente orientarsi per non rimanere definitivamente escluse, sia come
Ordine che come
Collegio professionale.
Cordiali
saluti
Angelo Mastrillo
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
COVIP
Commissione di vigilanza sui fondi pensione
COMUNICATO
STAMPA Roma, 24 novembre 2011
AL
VIA IL NUOVO FONDO PENSIONE
PER
I DIPENDENTI DELLE REGIONI,
DEGLI
ENTI LOCALI E DELLA SANITA’
La COVIP – Commissione
di vigilanza sui fondi pensione - ha autorizzato
all’esercizio dell’attività
un nuovo fondo pensione destinato ai lavoratori
pubblici: il Fondo pensione
PERSEO.
Si tratta di un fondo
pensione negoziale rivolto ad alcuni comparti del pubblico
impiego, in particolare
Sanità, Regioni, Enti locali. I potenziali aderenti sono oltre
1.200.000
Dopo ESPERO riferito ai
dipendenti della scuola, già attivo da alcuni anni con
circa 97.000 iscritti, PERSEO
è il secondo fondo pensione nazionale, destinato ai
lavoratori del pubblico
impiego, a diventare operativo.
Al nuovo fondo potranno
aderire, una volta definite le procedure che li
riguardano, anche i Segretari
comunali e, con la sottoscrizione dei relativi
accordi di adesione, i
dipendenti privati delle Organizzazioni sindacali firmatarie
dell’accordo istitutivo, il
personale di enti e organizzazioni regionali e
interregionali, i dipendenti
di case di cura private e il personale di strutture
ospedaliere gestite da enti
religiosi e di imprese private che offrono servizi socio
sanitari.
Gli aderenti possono
iscrivere al fondo pensione anche i familiari fiscalmente a
carico.
Il contributo a carico delle
rispettive Amministrazioni è pari all’1% della
retribuzione utile per il
calcolo del trattamento di fine rapporto (TFR) al quale si
aggiunge un contributo minimo
di pari importo a carico del lavoratore, che può,
se lo desidera, versare un
contributo aggiuntivo. Oltre a tali contributi, che
vengono versati tempo per
tempo a Perseo, è prevista la destinazione al Fondo
pensione del TFR e, per i
lavoratori già in servizio al 1° gennaio 2001, di una
ulteriore quota figurativa
pari all’1,5% del contributo di riferimento per il calcolo
dell’Indennità del Premio di
Servizio (IPS).
Con riguardo al TFR, i
lavoratori assunti presso l’Amministrazione pubblica dal
1° gennaio 2001 verseranno
l’intera quota maturata nell’anno, mentre quelli
assunti precedentemente
dovranno versare il 2% della retribuzione utile al
calcolo del TFR.
Come per tutti i fondi
pensione del pubblico impiego, sia le quote del TFR sia la
quota aggiuntiva dell’1,5%
non vengono versate effettivamente al Fondo
pensione ma sono accantonate
figurativamente presso l’ente di previdenza dei
dipendenti pubblici (Inpdap).
L’ente le contabilizza e le rivaluta inizialmente con
un tasso pari alla media dei
rendimenti ottenuti da un “paniere” di fondi pensione
dotati di un’ampia base
associativa e, una volta perfezionata la gestione
finanziaria del fondo, in
misura pari al rendimento effettivo realizzato dal fondo
stesso.
Solo al momento della
cessazione del rapporto di lavoro, l’Inpdap verserà al
Fondo pensione l’importo
accumulato che, insieme ai contributi reali e ai relativi
rendimenti, costituirà la complessiva posizione individuale
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
LO SPIF ALLA CONTA DELLE RSU
L’ elezione dei rappresentanti delle RSU è un sistema, come un
altro, per una forza sindacale, per
contare la propria rappresentatività e, anche quando questa fosse modesta, è un
modo per esserci e tentare di esercitare il proprio ruolo nelle trattative con
le singole aziende sanitarie nelle quali si è riusciti ad avere una qualche
rappresentanza. E’ di tutta evidenza, però, che un sindacato come lo Spif, che
rappresenta unicamente il mondo della riabilitazione, non potrà certo far
valere la forza dei numeri, ma, accettando la sfida, cercherà di vincere la
scommessa, per esserci, far sentire la sua voce e le sue idee. Per questo motivo lo Spif si sta dando un
gran da fare in questi mesi. Uno sforzo davvero grande per riuscire a strappare
almeno un qualche rappresentante alle elezioni per il rinnovo delle RSU.
Elezioni che si terranno, in tutte aziende sanitarie, a marzo del prossimo
anno. La scommessa è aperta!
La liberalizzazione delle Professioni Intellettuali
http://www.leggioggi.it/categorie/professioni – Professioni 9 dicembre 2011, 11:01
La liberalizzazione
delle professioni intellettuali
Riflessioni critiche a margine della L. n.148/2011
L’ultimo provvedimento licenziato dal governo dimissionario, la legge 148/2011, approvata dal Senato l’11/11/2011, ha introdotto e ribadito principi di liberalizzazione nella disciplina delle professioni, e di riforma degli ordinamenti professionali, da attuarsi tramite apposito DPR entro un anno dall’entrata in vigore della legge.
Questo provvedimento, per i professionisti, in una sorta di altalena rispetto al D.L. 138/2011, (che già parlava di accesso alla professione, obbligo di formazione continua, tirocinio retribuito, obbligo del contratto scritto e definizione del compenso, assicurazione obbligatoria, distinzione del ruolo amministrativo degli Ordini da quello deontologico, pubblicità informativa libera), ha, tra l’altro:
- riannunciato la riforma degli ordini professionali, tramite regolamento, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge (art.3,comma 5);
- eliminato per i compensi professionali da pattuirsi obbligatoriamente all’inizio dell’incarico il richiamo “alle tariffe di legge da prendersi come riferimento, fatta salva la possibilità di derogarvi”, (art.3 comma 5d);
- ribadito che le norme vigenti sugli ordini saranno abrogate con l’entrata in vigore del regolamento governativo (art.3, comma 5bis);
- consentito la costituzione di “Società per l’esercizio di attività professionali”, ove siano ammessi anche soci di capitale, non professionisti, senza nessuna menzione relativamente al limite delle quote che un socio di capitale possa detenere (art. 10, commi 3,4,5,6,7,8,9,10).
Tutto ciò, secondo le varie categorie professionali, rischia di rendere ancora più difficile la vita dei professionisti. Ma è bene analizzare come si è giunti a questa situazione e che ruolo hanno avuto i media e le proteste di piazza. Sono infatti mesi che, in tema di generali e ventilate liberalizzazioni, si rincorrono voci relative all’eliminazione degli ordini professionali o ad una loro sostanziale riforma, dal momento che, secondo una parte politica e alcuni mass media, rappresenterebbero una delle tante “caste di privilegiati”.
Forse andrebbe però precisato a questi signori che le così dette libere professioni sono un variegato e articolato mondo ove convivono, oltre ai Notai, gli Avvocati, gli Ingegneri, i Commercialisti, gli Architetti, e i Medici, anche gli Agenti di Cambio, gli Spedizionieri Doganali, i Tecnici Sanitari di radiologia, le Ostetriche, gli Infermieri Professionali, le Assistenti Sanitarie, ecc..
E’ altrettanto vero che per alcune professioni l’accesso è subordinato al superamento dell’esame di stato, così come, in alcune sedi d’esame i promossi sono l’80 per cento, in altri meno del 10.
E’ altresì poco condivisibile l’idea che siano i liberi professionisti, riuniti in ordini o collegi, con accesso limitato dal superamento dell’esame di abilitazione, un ostacolo alla crescita del PIL; sarebbe anzi interessante conoscere con quali criteri scientifici sia stato dimostrato ciò. Infatti, principi macro economici elementari ci dicono che l’eccesso di offerta, rispetto alla domanda, non crea ricchezza, bensì abbassamento indiscriminato della qualità e dei prezzi, cosa questa non proprio auspicabile, specie per certe professioni che incidono fattivamente sulla qualità della vita delle persone.
Ed infine, sono gli ordini professionali in toto e i relativi iscritti, i tenutari di magnifici privilegi e una delle principali cause della nostra crisi, o dovremmo parlare di altro?
Sicuramente in un lontano passato alcune professioni ordinistiche, come Notai, Avvocati, Medici, Veterinari, Architetti, Ingegneri, ben preparati, potevano definirsi privilegiati, perché tenutari, oltre che di ampie responsabilità, di cospicui guadagni e tanta ammirazione.
Ma oggi, dopo oltre quaranta anni di folle politica liberalizzante sulla formazione, con università aperte indiscriminatamente a tutti, i “professionisti”di buona parte dei settori sopra menzionati (ad eccezione dei Notai) sono diventati una moltitudine, rispetto al passato in larga parte poco preparati, e destinati ovviamente in larga misura al precariato e alla insoddisfazione perenne, perché nulla è stato fatto per disciplinare l’accesso universitario alla reale domanda nelle singole attività.
Il risultato di questa follia è il triste primato, rispetto ai paesi occidentali, del più alto numero di Medici, Avvocati, Architetti, Veterinari, ecc.., e se i media più blasonati (quotidiani e settimanali, trasmissioni tv e radiofoniche senza distinzione) è da almeno 30 anni che a mesi alterni, ci danno notizie a dir poco contrastanti sullo stato delle professioni, una volta denunciando ciò, un’altra segnalando che abbiamo pochi laureati rispetto alla media europea, probabilmente non sono fonti così attendibili, ma rispondono ad interessi specifici e particolari.
A questo proposito anni fa feci una ricerca e scoprii che i richiami della Comunità Europea all’Italia sul sistema universitario, iniziati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ‘80, non erano dovuti al numero di laureati in assoluto, quanto allo scollamento tra accesso indiscriminato all’università e reale raggiungimento della laurea.
Sulla base di questi richiami, l’Italia, negli ultimi 20 anni, attraverso apposite riforme ha inserito il numero chiuso basato su test a risposta multipla (che non risulta essere il miglior metodo per individuare i più meritevoli), ma in parallelo ha moltiplicato gli istituti universitari, introdotto la laurea intermedia, cioè triennale, senza valore legale all’estero, e ha promosso offerte formative allettanti, volte non tanto ad accrescere il prestigio dell’Ateneo e della formazione Universitaria, quanto a far ottenere, salvo eccezioni, facili lauree. E’ a questo proposito da menzionare anche, tra le “mirabolanti” riforme, quella che ha legato i finanziamenti universitari ai risultati, cioè al numero dei promossi e dei laureati finali, determinando il “tutti promossi, tutti laureati, in buona parte impreparati al mondo del lavoro”, e, aggiungo io, “ precari e incavolati”.
Analizzando infatti quello che è accaduto al corso di laurea di architettura, che conosco bene essendo la mia professione, si è passati dalle 10 facoltà con un unico corso all’inizio degli anni ‘80, ad una trentina tra facoltà e distaccamenti, con un’offerta formativa oggi di 55 corsi di laurea diversi (fonte IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA luglio 2011), scavalcando così, legalmente, il numero chiuso e qualsivoglia sistema di programmazione relativo al reale fabbisogno di architetti sul mercato.
Il risultato di tutto ciò, per gli Architetti, lo abbiamo letto, dapprima nel 2004, sulla rivista dell’Associazione Laureati del Politecnico di Milano che, riprendendo i dati statistici riportati allora dal sito del Consiglio Nazionale degli Architetti, riportava che all’inizio del nuovo millennio gli architetti italiani erano il 29,3% degli architetti europei, e che, nel raffronto tra gli iscritti alle facoltà di architettura dei vari paesi europei i dati erano sconfortanti, tutti a favore di un eccesso di studenti italiani rispetto a quelli delle altre nazioni.
Le conseguenze di quest’ultimo dato sono state “certificate” dalla rivista della cassa di previdenza (INARCASSA, primoduemilaeundici, anno 39) che, menzionando quanto contenuto nel testo “Il profilo e gli scenari della professione di Architetto” , scritto dalle colleghe romane, Matilde Fornari e Cecilia Pascucci, riportava che nel 2008 il 40,4% degli architetti europei è italiano; dati più recenti ci dicono che abbiamo in Italia un architetto ogni 400 abitanti, quando la media degli altri paesi europei è di circa un architetto ogni 1350 abitanti.
Tutto ciò dovrebbe far pensare, più che alla liberalizzazione nell’accesso alle professioni, all’esigenza di frenare l’accesso all’università in maniera più incisiva, così come avviene negli altri paesi, oltre alla ineludibile riforma delle competenze professionali. Si tenga infatti conto che i differenti campi di attività delle professioni tecniche, in Italia sono ancora fermi a Regi Decreti della metà degli anni ’20 del secolo scorso, determinando competenze analoghe tra figure professionali che, per formazione e capacità, dovrebbero essere inconciliabili. Infatti nel nostro paese Architetti e Ingegneri iscritti alla sez. A e B di specifici settori, unitamente ai Geometri e ai Geometri laureati, Periti edili, possono in maniera differenziata, ma farraginosa, operare negli stessi campi.
Rimanendo quindi nel campo della statistica, sommando i numeri delle suddette categorie, probabilmente avremmo come ulteriore dato statistico, un tecnico in edilizia a famiglia allargata.
Poi ci si stupisce del precariato in certi settori…
Ma cosa si poteva e si può fare a questo punto?
Sempre ritornando ad Architettura, ma il discorso penso sia analogo per tutte le altre facoltà, se nel 1968, nel 1977, nel 1990, nel 2003 e nel 2010 (le “mitiche” rivolte universitarie che ricordo), invece di chiedere l’università per tutti, e quindi di bassa qualità, si fosse richiesta una università che prepara veramente al mondo del lavoro, con corsi che insegnano il mestiere, e quindi a progettare con le norme caotiche che caratterizzano la professione, unitamente ai vincoli economici e di fattibilità, oggi probabilmente ci sarebbero solo 10 facoltà, a numero chiuso, un solo un corso di laurea in architettura, pochi e selezionati professori, per merito, così come pochi studenti. Avremmo molti meno Architetti, sicuramente molto più preparati e rispettati nel mondo del lavoro, sarebbe più facile superare l’esame di stato, e sentiremmo meno la crisi.
Dal momento che però questo è il mondo dei sogni, allo stato dei fatti penso che non ci sia più nulla da fare, perché l’università di massa genera un tale volano economico (che è una notevole quota parte del PIL) che si auto alimenta, e se ne “impippa”(mi si conceda la licenza poetica, presa da Antonio Pennacchi, premio strega dell’anno scorso), del futuro dei giovani e dell’Italia; con questo andazzo siamo destinati ad essere fagocitati dai paesi emergenti, e contro questa battaglia legale tra nazioni, noi avremmo bisogno di pochi laureati preparatissimi, non migliaia di laureati che non sanno far nulla.
Allora si che gli ordini professionali e l’esame di stato sarebbero forse un controsenso e da eliminare.
Pubblicato da Alberto Fabio Ceccarelli – http://www.leggioggi.it/author/afceccarelli/ il 9 dicembre 2011 alle 11:12 in Leggi Oggi
Laurea in Fisioterapia senza numero chiuso?
Ebbene sì, è possibile!
Prolificano sui canali di informazione le pubblicità di organizzazioni che mettono a disposizione prevalentemente know-how per il conseguimento di una Laurea in Fisioterapia all’estero.
Di cosa si tratta:
Si tratta spesso di Corsi di Studi che vengono erogati all’estero in corsi dedicati a studenti italiani. Ovvero, l’organizzazione “tipo” concorda che i “suoi” studenti vengano seguiti in un certo modo.
Si alternano spesso lezioni on-line (questo non deve scandalizzare, si tratta della nuova era che non ha nulla di meno delle lezioni frontali), a brevi soggiorni all’estero. Ovviamente i costi sono importanti… mediamente si pagano circa 45-60mila euro per una Laurea così conseguita. Senza contare spese di alloggio o di trasferimento. A questo fine le organizzazioni da poco nate si stanno evolvendo. Nel prossimo anno ci sarà un Corso di Laurea a Roma con ben 200 studenti. Funzionerà come una “sede distaccata” o qualcosa del genere… di una Università Straniera (in genere, per la cronaca, si tratta di università spagnole, rumene o cecoslovacche).
Dal punto di vista legale: è legale! O almeno è possibile nell’ottica della legislazione europea. Tale legislazione consente il riconoscimento dei titoli conseguiti all’interno della Comunità Europea (ovviamente con criteri analoghi ai nostri). Dopo il conseguimento il titolo viene fatto riconoscere “d’ufficio” dal Ministero il quale (nel giro di un mese circa) dice: OK, in virtù di questo titolo tu puoi fare il Fisioterapista in Italia. E’ chiaro che la norma non era stata creata per questo tipo di “lavoratori” ma per permettere la libera circolazione dei lavoratori nella comunità europea. Come si potrebbe arginare il fenomeno? In teoria basterebbe richiedere che, oltre al presupposto di essere in “linea” con la formazione italiana, il richiedente fosse in possesso della “cittadinanza estera”. Ma questo comporterebbe un’evidente disparità di trattamento… paradossalmente si favorirebbe l’ingresso di lavoratori stranieri a scapito di quelli italiani. Un bel pasticcio. Un pasticcio moderno ma con i soliti ingredienti…
Che rimane agli studenti italiani che si sottopongono alle forche caudine del numero chiuso? Rimane la soddisfazione di aver vinto una battaglia… una vittoria di Pirro che preluderà ad amare sconfitte nel mondo del lavoro.
(l’opinione di… laconix)
Massaggiatore Capo Bagnino
Il Massaggiatore Capo Bagnino è una figura professionale “nuova” nel panorama della Fisioterapia. A ben vedere nuova tra virgolette. Il profilo professionale è stato ripescato tra le “arti ausiliarie” dell’inizio del secolo scorso.
Cosa fa il MCB (questa la sigla di questa nuova figura) ?
Sostanzialmente, da quanto emerge dal sito della Regione Lombardia (Regione che ha promosso la riesumazione di questa figura) sembra una figura per molti aspetti sovrapponibile a quella del Fisioterapista. Le pressoché uniche differenze riguardano la modalità di esercizio della professione (per i Fisioterapisti “in riferimento alla diagnosi e prescrizione medica”, e per i MCB “su indicazione medica”) e la riconduzione delle attività prevalenti al Massaggio ed alle Terapie Fisiche… ovvero alle tipiche attività da Studio. Non sembra compresa l’attività di riabilitatori (competenza peraltro già “strattonata” dai LSM).
Per chi fosse interessato, questo è un documento esaustivo sull’argomento. Clicca >>> Nota Informativa A.N.I.N.S.E.I.
E’ giunta recentemente una sentenza che ha ricondotto la collocazione di questa figura nell’ambito della Fisioterapia ma in subordine ad un Fisioterapista. In pratica, la Cassazione avrebbe dichiarato che un MCB lavora sì su “indicazione medica” ma con una sorta di subalternità organizzativa del Fisioterapista. Questo prelude ad un massiccio impiego di MCB in un prossimo futuro. Basterà un Fisioterapista nei grossi centri al quale potranno essere “affidati” organizzativamente molti MCB. Probabilmente, dopo la penuria di concorsi pubblici, il Fisioterapista si vedrà pian piano escluso anche dai grossi Centri. Il criterio è semplice: un ridotto iter formativo porta a minor rivendicazioni salariali. Sicuramente un MCB gli costerà meno di un Fisioterapista laureato.
Per quanto riguarda l’attività libero-professionale la situazione appare controversa: se da un lato dovrebbe essere “sottoposto” ad un Fisioterapista, e lavorare su “indicazione” di un Medico, non si capisce come potrebbe esercitare in Libera Professione. Da questo punto di vista le versioni sono ovviamente di parte: da un lato le Scuole di Formazione che tendono a valorizzare al massimo le prerogative di questa figura, dall’altro la normativa che vincola già molto i Fisioterapisti, per cui non è dato supporre che sleghi così tanto le mani ai MCB.
A tutt’oggi la figura ha preso piede in Lombardia. E’ ragionevole supporre che altre Regioni imiteranno l’iniziativa. La figura del MCB non è sottoposta a “numero chiuso”. E’ prevedibile una saturazione del mercato a breve termine. Ai Fisioterapisti rimarrà solamente la possibilità della Libera Professione nei territori ancora “non concorrenti”.
(l’opinione di… laconix)
Non serve autorizzazione e prescrizione medica in Emilia Romagna
STUDI PROFESSIONALI: LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA FA CHIAREZZA
In collaborazione con AIFI ER e grazie al lavoro dei funzionari della Direzione Regionale Sanità e Politiche Sociali, la Regione Emilia Romagna emana una nuova direttiva per le Aziende USL e per i Carabinieri del NAS.
In sostanza, chiarisce che per i fisioterapisti non è necessaria alcuna autorizzazione per esercitare l’attività libera professionale nel proprio studio, senza alcuna necessità di prescrizione medica, utilizzando le apparecchiature elettromedicali di competenza, fatta eccezione per laser e onde d’urto.
Una nota a completamento: i “massofisioterapisti equiparati” ai laureati in fisioterapia citati dalla circolare sono coloro che, a fronte di formazione triennale conseguita entro il 17 marzo 1999, sono equipollenti al fisioterapista; nel corso dell’anno, inoltre, anche i massofisioterapisti con formazione biennale, sempre conseguita entro il 17 marzo 1999, dovrebbero poter accedere alle procedure di equivalenza del loro titolo alla laurea in fisioterapia. Nessun altro titolo, come quelli di massofisioterapista conseguiti oltre il 17 marzo 1999, sono validi per esercitare la professione di fisioterapista e le competenze contenute nel proprio profilo professionale.
Un ringraziamento a quanti, in AIFI Emilia Romagna ed in Regione, hanno collaborato nell’interesse dei Cittadini e per consentire ai professionisti di poter lavorare in sicurezza e dignità.
dal sito aifi.net
Consigli Apertura Studio Professionale
APERTURA Studio Professionale = mettiamo un po’ di ordine… Come si inizia? quali fattori considerare? Quali obiettivi di reddito sono ragionevoli (non intendo “desiderabili” ma: raggiungibili)? Quali materiali e metodi sono necessari? Quale è il budget necessario? …e tutti gli elementi utili che sorgeranno in fase di discussione.
Dovremmo iniziare dal “perché” inizia, piuttosto che dal “come”…Al giorno d’oggi fare i Liberi Professionisti è un’esigenza: blocco delle assunzioni nel pubblico, parastato in mano alle coop, attività domiciliare fortemente in competizione con gli enti summenzionati che si organizzano sempre più anche per i servizi territoriali. OGGI chi vuol fare il Professionista non persegue il miraggio dell’autonomia, nemmeno quello dei guadagni da favola… cerca semplicemente di organizzarsi in proprio per erogare un Servizio per il quale ha studiato e lo fa con l’umana esigenza di riuscire a Viverci dignitosamente.
Nel “privato”, così viene sinteticamente definito quest’ambito di espressione della professionalità, c’è la concorrenza dei grossi centri (che spesso perseguono “economie di scala”). C’è la concorrenza dell’abusivismo in tutte le poliedriche forme: personale “non sanitario”, maghi e fattucchiere, pranoterapeuti, naturopati, e addetti del mondo dello sport sempre più ansiosi di intervenire nel mondo del malato “anticipatamente” e/o “preventivamente”. (tengo a precisare che non ne faccio una questione di merito né credo sia interessante che qualcuno contribuisca segnalando la competenza del singolo a confutazione della “situazione di fatto”). Poi c’è la concorrenza di figure del mondo sanitario, con competenze talvolta diverse, talvolta parziali, talvolta sovrapponibili a quelle del Fisioterapista (tecnico ortopedico, massaggiatori sportivi, massofisioterapisti ecc… ecc… ecc… L’elenco potrebbe essere esaustivo ma il legislatore potrebbe fantasiosamente integrarlo domattina con qualche altra figura).
Il Libero Professionista ha, rispetto a tutte le situazioni summenzionate, dei punti di forza e dei punti di debolezza, delle prerogative specifiche e degli ambiti in concorrenza con le più disparate figure.
—————————–
Ricominciamo: ci siamo lasciati con un barlume di fiducia nella nostra impresa per la consapevolezza che la ns. professione, rispetto alle competitors più o meno titolate, ha delle prerogative e delle potenzialità da valorizzare …ma, avremo modo di approfondire. Siamo partiti da una situazione di fatto e dall’esigenza di lavorare per vivere… Ora cerchiamo di mettere in pratica senza commettere errori grossolani.
Per INIZIARE a fare il Libero Professionista non serve poi molto… Titolo di Studio, un Consulente del Lavoro /Commercialista che ci iscrive all’Ufficio Iva (e altri piccoli adempimenti collegati). Da quel momento si è Liberi Professionisti. Tutto qua!
Nell’immediatezza, acquisiremo una certa autonomia contrattuale nel “conto terzi” e la possibilità di far fattura direttamente al cliente privato quando si lavora “presso centri” in qualità di professionista autonomo.
Aprire uno Studio Professionale (così si chiama) è tutta un’altra storia. Innanzitutto dovremmo individuare un locale idoneo: la categoria giusta è A10 (in gergo tecnico si dice: uso direzionale sanitario, di fatto si tratta di un ufficio). Tutto quello che c’è deve essere conforme alle norme vigenti (impianti termosanitari ed elettrici fatti “in conformità”, rapporti luce/aria secondo quanto previsto, bagno per disabili, assenza di barriere architettoniche). In genere un Geometra sa benissimo quale è la normativa di riferimento e se ci sono criteri diversi (in genere “restrittivi”) nella sua zona. Quello che non vi può saper dire un Geometra è “DOVE VI SERVE” e soprattutto “QUANTO GRANDE VI SERVE”. Facciamo quattro conti veloci: ingresso/sala d’attesa (richiesti minimo 9mq), Studiolo (richiesti minimo 12mq, in alcune regioni 16), Bagno privato + Bagno Disabili + Antibagno in comune (circa 10 mq). (N.B. se avanza qualcosa è sempre meglio avere un Ripostiglio e magari un Box terapia aggiuntivo, la cui dimensione ovunque richiesta è di 6 mq). In sostanza se l’allocazione di finestre e porte si presta al caso, con una GRANDEZZA di 40 mq potreste essere OK. Ora passiamo al DOVE… la questione è complessa da approfondire in questa sede… In sintesi diciamo che ci sono due ipotesi alternative: Studio del piccolo paese di provincia, laddove possiate essere i piccoli “santoni” del villaggio, oppure la grande metropoli (rispettando criteri di distribuzione demografica… in parole semplici cercando di piazzarlo nel quartiere meno ricco di competitors). Queste due ipotesi, apparentemente antitetiche, furono avvalorate da una indagine statistica durata due anni che portai come Tesi di Laurea nella riqualificazione del 2003. Appoggiavo l’Uff. Libera Professione dell’Aifi regionale con Consulenze esterne dal 1997/98 e mi fu data l’opportunità di somministrare questionari ai Colleghi Liberi Professionisti. (…a conti fatti mi occupo di Consulenza nello Start-Up degli studi professionali dal 1997). Riassumendo: bastano 40mq ma piazzati in modo strategico: i primi utenti vi arrivano a Studio in base ad un criterio di casualità, spesso per comodità o vicinanza… Il resto “arriva” dopo…
———————-
AUTORIZZAZIONI: What’s problem? Considero l’avvento delle Autorizzazioni una svolta epocale nell’esercizio della ns. professione. Molto più importante dell’Ordine Professionale. In pratica, laddove prevista, diventa un “esame di merito” sulla possibilità di aprire uno Studio Professionale (e non c’è nulla di più ostico e pignolo di un funzionario pubblico che cerca di metterti i bastoni fra le ruote).
Ma… “normalmente” tutto si risolve con una DIA (denuncia di inizio attività) in molte Regioni. Questo significa una sorta di autocertificazione sul possesso di un locale idoneo, del titolo di studio e del tipo di attività che viene svolta in quest’ambiente. Nulla di preoccupante: “io sottoscritto Pinco Pallino, dichiaro sotto la mia responsabilità …consapevole delle sanzioni previste per le mendaci dichiaraz…. ecc. ecc. ecc. di svolgere l’attività di Fisioterapista presso i locali siti in Via XY… ecc.. ecc.. ecc..
CONSIGLIO = ovviamente qualcosa da dire c’è! Quando “si vuole” aprire lo Studio “è meglio” farlo nella maniera più semplice. Fatti salvi i requisiti strutturali di cui al primo post, se si apre “senza apparecchiature” la cosa diventa semplice anche nelle Regioni più insidiose. In seconda battuta occorrerà valutare l’opportunità di inserire o meno apparecchiature. Da questo punto di vista il criterio è abbastanza semplice, occorre definire: tipologia di utenti (anziani o sportivi non è la stessa cosa), attitudini personali (i più empatici sono generalmente più inclini alla terapia manuale), budget disponibile (o propensione all’investimento).
RUOLO del MEDICO = la classe Medica (a torto o a ragione non è questo il contesto per sindacare…) si sta riprendendo prerogative che rappresentavano una delle nostre armi più potenti. Le recenti sentenze della Cassazione, che riconducono la ns. autonomia alla possibilità di scegliere da che parte iniziare a correre all’interno della gabbietta rotante (mi riferisco al criceto che corre all’impazzata nella sua gabbietta …l’immagine rende bene l’idea della nostra autonomia…), rendono abbastanza vana la definizione del ns. profilo professionale del ’94. La prescrizione medica è necessaria per la detraibilità fiscale e dal punto di vista medico legale nella stragrande maggioranza dei casi. Ci rimane aperto l’ambito della “prevenzione” (sta nel ns. profilo) che, non essendo ancora cavillosamente definita, può lasciare campo aperto anche alla “prevenzione dei danni secondari” in una moltitudine di contesti acclarati, o nella “patologia leggera” da piccole affezioni di stagione (poi, non occorre che mi esponga al reato di “induzione nell’esercizio abusivo dell’arte medica” per farvi capire “quali e quanti” casi possano essere ricondotti nell’ambito della prevenzione e come tale “non necessariamente prescrivibile” in quanto “in assenza di specifica patologia”. In questo caso l’acquisizione del “consenso informato” unitamente alla “autodichiarazione del paziente” potrebbe far perdere il sonno a molti fisiatri
). (alle superiori ero il primo della classe in diritto
)
L’argomento è un po’ complesso da approfondire in questa sede (per questo mi guadagno da vivere anche facendoci i corsi…) ma l’utilizzo delle apparecchiature elettromedicali diventa giocoforza necessario, soprattutto “dipendendo” da una prescrizione terza… (non so se sapete che “i soliti marchi” vanno al Corso di Specializzazione in Fisiatria a spiegar loro cosa è opportuno prescrivere a noi di fare…). Dal punto di vista normativo la stretta è arrivata nel ’97 quando il Presidente della Repubblica (cerchiamo di non commettere “vilipendio ad un’alta carica dello stato”) partorì una definizione che diede, nel tempo, adito ad innumerevoli equivoci. Quando si parla di “apparecchiature che possano comportare un rischio per la salute del paziente” le Regioni, e le ASL, lo interpretano con un criterio “stupido e semplice”. TUTTE le apparecchiature possono essere potenzialmente pericolose (anche uno stuzzicadenti, ad onor del vero, può diventarlo…) e pertanto nelle Regioni più arcigne tale definizione si è tradotta in Zero apparecchiature, altrimenti devi ottemperare a procedimenti autorizzativi complessi (Veneto) oppure diventare un Centro con Direzione Sanitaria di un Medico (Emilia Romagna) solo per citare i casi acclarati. All’estero, paradossalmente, ci sono i più sofisticati strumenti di fisioterapia che possono essere utilizzati anche dai Naturopati e dai Massaggiatori Sportivi. In Germania i Neuroregolatori sono considerati “non invasivi” perché svolgono la loro azione diretta a livello cutaneo (non considerando affatto gli effetti magneto-indotti dalla corrente alternata).
Cercando di fare un Riassunto: si apre come Studio Professionale “senza apparecchiature”, poi… in relazione alla situazione specifica ci sono consigli e strategie utili da mettere in atto. Il Medico serve se è un “collaboratore esterno”, il cui rapporto sia fondato sulla collaborazione professionale… altrimenti ci limiteremo
a fare “prevenzione”.
Nel prossimo post: tutto quello che può essere davvero utile nella ns. cassetta degli attrezzi e, soprattutto quanto costa lavorar bene senza dover passare il tempo a cercar di pagare le apparecchiature
—————————-
Un mito da sfatare è che acquistare apparecchiature faccia guadagnare di più. In prima battuta costa di più, secondariamente si “fattura” di più, in ultima battuta, per un insieme di fattori che non dipendono solo dall’utilizzo della macchina ma anche, e soprattutto, da come si usa… può aumentare il numero di utenti “attratti” dalla maggior competitività delle vs. prestazioni (più efficacia e più efficienza: ottenere più risultati ed in minor tempo) e si inizia a guadagnare di più. Il passaggio a questa auspicabile terza fase non è sempre diretto, non è sempre veloce e viene influenzato soprattutto dalle ns. scelte e dalla ns. formazione.
Attualmente le tecnologie più sofisticate ed efficaci sono “operatore dipendente”. E’ finita l’era dell’attaccare macchinette. (per questo ho consigliato uno Studio piccolo. Se avete due braccia, uno o due box bastano ed avanzano).
Pertanto, per “l’evoluzione fisiologica dell’investimento in apparecchiature”, la prima cosa da valutare è se si è in grado di impegnarsi in una ulteriore spesa. Per MANTENERE uno Studio di circa 40 mq che lavori almeno mezza giornata lunga (il classico pomeriggio dalle 14:00 alle 20:00 è una soluzione scelta da molti professionisti), tra utenze (luce, gas, acquedotto, telefono ecc…) dovete conteggiare non meno di una media di circa 300 euro al mese. Per mangiare (voi e la vostra famiglia) dovete far quattro conti e vedere che vi serve. Alla fine della fiera, un professionista che “fattura” almeno 30mila euro all’anno può permettersi di pensare a “come far meglio”. Ora la tassazione è abbastanza bassa, soprattutto per i giovani che aprono, ma i regimi fiscali agevolati (altra faccia della medaglia) raramente consentono agevoli detrazioni dei costi per apparecchiature (occorre fare 4 chiacchere con il Commercialista). A scanso di equivoci, la stragrande maggioranza dei professionisti del ns. settore fattura circa 30mila euro all’anno.
Poc’anzi, tra le righe, vi ho consigliato di comprimere la giornata lavorativa in Studio in “mezza giornata lunga”. Vi rimane libera la mattina. (cambiando l’ordine dei fattori, se fosse più opportuno in relazione alle esigenze “medie” della vs. utenza, potrebbe essere anche l’inverso). E’ sconsigliato dedicarvi allo Studio anima e corpo e cercare di coprire tutte le fasce orarie e tutti i giorni della settimana… non si riesce a far contenti tutti, ci sarà sempre qualcuno che vi chiederà di venire in orari e giorni impensabili. Mettetevi l’anima in pace!
. Nella mezza giornata “fuori Studio” vi consiglio di dedicarvi ai TRATTAMENTI DOMICILIARI (non crediate che questo poi vi crei necessariamente un indotto a Studio… fatelo per dare un servizio in più e per portare a casa qualche soldo in più). Sia che vi piaccia la dinamicità delle domiciliari, sia che preferiate la tranquillità di un part-time in Casa di Riposo, alla fin fine è lecito attendersi che il mattino vi copra le spese fisse della vostra attività professionale e dell’auto.
Durante la pianificazione dei vostri obiettivi mantenete ben saldi i piedi per terra: ci sono professionisti che fatturano anche 150mila euro all’anno ma sono un’eccezione. Non confondete “obiettivi” con “sogni”. E’ lecito sognare ma la vita è dura, molto dura!
Nel consigliarvi COSA vi può essere utile senza incorrere nelle solite critiche alla mia “versione commerciale”, antepongo che commercializzo solo quello in cui credo e nelle apparecchiature cerco sempre il miglior rapporto costi benefici, per cui è ovvio che i miei consigli coincidano spesso con quello che utilizzo come professionista, e che commercializzo (più o meno direttamente).
Gli INDISPENSABILI della Fisioterapia, a mio avviso, sono 2-3 apparecchiature. Il NEUROREGOLATORE è il “fonendoscopio dei Fisioterapisti”. Con quello riuscite ad ottimizzare la Valutazione Funzionale, localizzare una disfunzione, quantificarne l’importanza e soprattutto distinguere componenti disfunzionali acute da quelle croniche o da quelle cronico-riacutizzate. Costi (servizi compresi) dai 1000 ai 4000 euro.
Al secondo posto: DIATERMIA. Se non l’avete, alla prima prescrizione “tecarterapia” quantomeno ci farete la figura degli sprovveduti (e ve la prescrivono, ve lo posso assicurare….). Costi (servizi compresi) dai 10 ai 18mila euro.
Al terzo posto: LASER. Sto parlando di Laser di potenza, non di laser “proforma”. Tra questi sono da preferirsi sorgenti Nd-YAG (solo per rispondere alle prescrizioni, raramente vi chiedono un Laser a diodi). Costi (servizi compresi) dai 9 ai 20mila euro.
Per cui, riassumendo… un Pacchetto Start-up parte dai 20mila euro. (stiamo comunque parlando del massimo delle tecnologie disponibili: Neuroregolatori con una avanzata diagnostica, Diatermie a controllo impedenziometrico e termico anche autoadattative, Laser a controllo termico autoadattativi).
Lo scoglio non è altissimo ma se avete aperto da poco (meno di 3 anni) non trovate nessuno che vi finanzia! A meno che non ci si accordi direttamente con la ditta venditrice per un pagamento di ampio respiro… ma non è questa la sede per scendere in dettagli.
CLICCA QUI per info
RIAB INFO Anno IX° n° 20
RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 1 novembre 2011
Anno IX° n° 20
le ultime news di Riab Info
Ci si può iscrivere a Riab Info inviando una e-mail a riab.info@libero.it
Graditi i commenti di chi ci legge.
ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “ FATELE GIRARE”
la redazione.
NAS SCIOLTI DALLE CATENE
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, pubblichiamo quanto apparso in data odierna sul quotidiano Brescia Oggi. Incomincia, infatti, a produrre effetti sull’abusivismo il cosiddetto “modello Brescia” entrato a regime lo scorso 18 settembre. In sei mesi i Nas hanno apposto i sigilli ad alcuni centri di massaggio orientale, rifacendosi proprio ad un nuovo regolamento adottato dal Comune
Signor Direttore di Bs Oggi.
Ho letto il vostro articolo sui centri massaggi e sono ancora più convinto che quanto hanno fatto il Comune e l’Asl di Brescia sia assolutamente giusto e vada nella giusta direzione per la tutela della salute dei cittadini.
La “trovata” è stata semplice e potrebbe anche fare scuola. Infatti, per porre un freno proprio al proliferare dei tanti centri di massaggi, d’ora in poi, si controlleranno i requisiti dei richiedenti e le attività consentite dovranno essere, per forza di cose, chiaramente o di tipo sanitario o di tipo estetico. Al momento della domanda all’interessato viene chiesto di produrre la documentazione relativa alla sua qualifica professionale. Può sembrare poco o ovvio, ma prima bastava una semplice informativa di inizio attività. Ora, per fortuna, non è più così e a chi era già attivo sul territorio sono stati dati sei mesi per adeguarsi alle nuove regole: o sanitario con titoli validi, o unicamente operatore estetico! Insomma Brescia ha esteso l’elenco delle professioni sanitarie da sottoporre a vigilanza, includendo anche il fisioterapista. Bene, ben fatto. Cosa diversa invece sarà stabilire quali titoli siano abilitanti. Qui la matassa si sta sbrogliando perché, fisioterapista a parte, anche al masso fisioterapista biennale pre 1999 viene data la possibilità di riconvertirsi in ft, grazie ad un recente Dpcm, le cui procedure attuative partiranno a giugno 2012. Restano, però, in discussione i titoli conseguiti nel post’99 perché, anche se sulla loro validità pende un ricorso al Consiglio di Stato, ultimamente, e a sorpresa, sul sito del Ministero della Salute figurano addirittura come “professione sanitaria”. La cosa è alquanto strana, sia perché non è stato modificato un Decreto del 2001 che le elenca, sia perché, per definirsi tali, ad oggi, serve aver conseguito una Laurea. Per avere delucidazioni bisognerebbe forse sentire l’on Molteni, della Lega, il cui attivismo, su questa materia, ha dello stucchevole.
Gianni Melotti
RIAB INFO, per avere una idea dell’abbaglio che sta prendendo la parlamentare leghista potete ascoltare questo file audio http://www.aimfi.it/e107_files/misc/…modificato.mp3
Si pubblicano, a seguire, alcuni passaggi di un articolo sull’argomento che potrete leggere su Riabilitazione Oggi di ottobre.
…con una decisione che ha quasi dell’incredibile, a sorpresa, il dieci di ottobre dal sito del ministero della Salute apprendiamo che la figura del Massofisioterapista è definita, ancora, come “professione sanitaria non riordinata”. Il tutto nel bel mezzo di strani sommovimenti che hanno visto apparire e poi sparire un articolo nel ddl ominibus che inseriva anche il Mft in farmacia e nell’accoglimento di un ordine del giorno per salvaguardare i corsi per i mft ciechi, per altro contro la volontà degli stessi interessati, in sede di approvazione dello stesso provvedimento alla Camera”.
…… tutto ciò ha fatto letteralmente imbufalire la categoria, dall’altro ha ringalluzzito gli interessati. Costoro, alzata immediatamente la cresta, hanno iniziato una sorta di caccia alle streghe nei confronti (degli) abusivi, mentre altri hanno pensato bene di proporre il carcere duro (41 Bis) per Antonio Bortone Presidente dell’Aifi. Altri, ancora, hanno scritto che per l’Aifi sta per incominciare l’incubo, assieme ai tanti soci chiacchieroni che si prodigano su vari giornali nazionali. L’ubriacatura mediatica per una semplice modifica sull’ “home page” ministeriale, senza che ancora si sia cambiato nulla in concreto nelle norme, ha portato qualcun’ altro addirittura ad evocare un passato che vorremmo lasciarci alle spalle…… come quella che riporto:” Adesso, però, chi ha sbagliato paghi…senza pietà alcuna….ora spero che inizi l’OPERAZIONE NORIMBERGA. A processo i dittatori della fisioterapia!!! SENZA PIETA’!!!” . (http://www.aimfi.it/comment.php?comment.news.313) Insomma è bastato un più che probabile svarione, sul sito del ministero, che hanno dato di matto tutti. Svarione dicevo, perchè quella del Mft non può essere definita come una professione sanitaria “tout court”, mancando dei requisiti oggi richiesti per potersi definire tale e cioè una Laurea. O per dirla come recita l’articolo 4 quater della Legge 3 febbraio 2006, n. 27: “Ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, la formazione per l’accesso alle professioni sanitarie infermieristiche e tecniche della riabilitazione e della prevenzione è esclusivamente di livello universitario”. Ma, sul sito, non si poteva nemmeno asserire che questa fosse una professione sanitaria ausiliaria, perchè queste non esistono più, essendo state abrogate dalla legge 42/99. Insomma un bel pasticcio che….. non ha mancato di creare sommovimenti anche nella categoria. Basti citare la diffida che quattro colleghi, dopo aver tentato inutilmente di coinvolgere qualcun’ altro, grazie ad un blog creato in rete, hanno intenzione di fare al Ministero. Accollarsi per intero le spese.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, lettera di un lettore
Quindi, con la pubblicazione, tutti dentro?
La pubblicazione sul sito del ministero dei MFT 403/71 ha creato di fatto il doppio canale formativo? Quindi abbiamo sbagliato i conti con il dpcm? A ben vedere il risultato è quello di aver aperto la strada (quella legale e vera) a tutti i post 99? ….
In realtà se così fosse non mi stupirebbe visto che la regione Umbria ha rilasciato una patente (statale)….. ma non era meglio fare una sanatoria per tutti e chiudere le scuole per MFT ….. IO ABITO VICINO A PG e so che le lezioni in questi corsi sono al fine settimana o cmq sono di pessima qualità…. possibile che lo Stato preferisca lasciare aperto un simile canale infischiandosene dei colleghi FT che escono con una Laurea in tasca?
Ciao Buona giornata!
Marco
RIAB INFO, basta rispondere “no” ad ogni punto interrogativo fino all’ultimo al quale si può evidentemente rispondere con un “si”. Su un’eventuale “sanatoria” con chiusura dei rubinetti, per ora, non ci pronunciamo.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, una interessante sentenza della Cassazione
Da “GRANDANGOLO” il giornale di Agrigento del 31 ottobre 2011
Cassazione, Centro Heracles: sequestro legittimo se personale non ha laurea triennale
Rischiano il sequestro preventivo i centri di fisioterapia che fanno curare i pazienti da personale privo della laurea triennale necessaria per praticare le attività riabilitative. Lasciare che simili strutture continuino le loro attività mediche o paramediche abusive è negativo per la salute di chi a tali centri si affida e pregiudizievole per quei professionisti del settore che, invece, hanno i necessari requisiti di studio. Lo sottolinea la Cassazione. I supremi giudici, infatti, con la sentenza 39292 (2011), hanno confermato il sequestro cautelare del centro fisioterapico ‘Heracles’ di Agrigento nel quale la riabilitazione veniva esercitata da due addetti privi di laurea breve ed abilitati solo ai massaggi. Senza successo la titolare del centro, Maria Pia M., ha chiesto alla Suprema Corte di poter riaprire i battenti. “La libera disponibilità delle struttura sanitaria comporterebbe il rischio di reiterazione della condotta delittuosa, ciò consentirebbe la continuazione di una attività paramedica o medica abusiva, con conseguenze negative non solo per le categorie professionali interessate, ma anche per la salute dei clienti del centro”, le ha replicato la Cassazione. Confermata, così, l’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Agrigento lo scorso 14 marzo.
(ANSA) – ROMA, 31 OTT – Rischiano il sequestro preventivo i centri di fisioterapia che fanno curare i pazienti da personale privo della laurea triennale necessaria per praticare le attivita’ riabilitative. Lasciare che simili strutture continuino le loro attivita’ mediche o paramediche abusive e’ ”negativo” per la salute di chi a tali centri si affida e pregiudizievole per quei professionisti del settore che, invece, hanno i necessari requisiti di studio. Lo sottolinea la Cassazione.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, a questo link è possibile firmare una petizione in favore degli Ordini
http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2011N15715
Petizione Istituzione di Albo e Ordine per le professioni sanitarie
A:Parlamento e Ministro della Salute
Istituzione di Albo e Ordine per le professioni sanitarie
500 mila professionisti senza riconoscimento
A rischio non soltanto i pazienti, cittadini italiani che hanno pagato e pagano salato il costo per la propria salute, ma il futuro stesso delle professioni sanitarie non disciplinate da organi professionali. In Italia operano più di 500 mila professionisti (dai fisioterapisti ai logopedisti passando per dietisti e radiologi) che, pur avendo conseguito una laurea, non possono disporre di un proprio ordine professionale. Da più di 10 anni questi professionisti della sanità attendono che la loro posizione venga regolamentata e protetta. Il fenomeno dell’abusivismo ha dilaniato queste professioni, in particolar modo quella del fisioterapista, sono stati censiti 2 abusivi per ogni fisioterapista:
100.000 abusivi a fronte di 50.000 fisioterapisti veri
Un dato allarmante che le istituzioni sembrano sottovalutare, un giro economico di enormi proporzioni e tutto in nero.
Senza un istituzione di tutela e che tuteli non è possibile difendersi.
Il Ddl 1142 è finalmente arrivato in Parlamento, ma per un cavillo formale è stato rimandato.
PROPONIAMO UN REFERENDUM PER RENDERE GIUSTIZIA AI 500.000 CITTADINI ITALIANI, OPERATORI SANITARI, CHE ASPETTANO DA PIU’ DI 10 ANNI DI VEDERE RICONOSCIUTI I PROPRI DIRITTI E TUTELA DELLA PROPRIA PROFESSIONE E ANCHE A FAVORE DELLA SICUREZZA DEI 60.000.000 DI CITTADINI ITALIANI CHE A LORO SI RIVOLGONO.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Consulta Professioni Sanitarie della Lombardia
V i a d e l l a C o m m e n d a , 2 8 – 2 0 1 2 2 M i l a n o
0 2 / 5 5 1 8 4 8 4 9 – 0 2 / 5 5 1 8 4 8 7 6 ( f a x )
e – m a i l : milano@tsrm.org
AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE XII IGIENE E SANITA’
Sen. Antonio Tomassini
Oggetto: riforma degli ordini; DDL 1142.
Gentile Senatore, la Consulta delle Professioni Sanitarie della Lombardia riunitasi in assemblea plenaria dopo il Convegno svoltosi presso il Consiglio Regionale della Lombardia il 7 ottobre u.s., dal tema “Organizzazione sanitaria in Lombardia, le Professioni Sanitarie dell’Area Tecnica: il futuro diventa presente”, ha convenuto e ritiene imprescindibile l’attuazione e la votazione del DDL 1142.
La Consulta invita pertanto la S.V a farsi portatore di quanto sollecitato in occasione di questo ultimo incontro e dal Consigliere di maggioranza Giorgio Puricelli, relatore all’evento. Proprio il Consigliere regionale è stato recentemente autore di una mozione approvata all’unanimità sul tema delle Professioni Sanitarie, concernente l’Istituzione nelle Aziende Sanitarie di Unità Operative delle Professioni Sanitarie, in attuazione della L. 251/2000. Le 22 professioni sanitarie, i 570.000 professionisti, attendono tale riforma, soprattutto nell’interesse di tutti i cittadini italiani.
La Consulta delle Professioni Sanitarie della Lombardia, che da anni è impegnata e sul
fronte regionale alla corretta valorizzazione di tutti i professionisti sanitari, è certa che la volontà politica, più volte espressa a favore ed in modo bipartisan, sia quella di “ordinare” le nostre professioni al passo con quelle europee (oltre 10 anni di attesa) e pertanto sollecita tutti i rappresentanti le Istituzioni in tal senso e resta a disposizione per tutta la collaborazione necessaria a favorire il proseguo dell’iter parlamentare.
Grato per quanto potrà fare le porgo cordiali saluti.
IL PRESIDENTE DELLA CONSULTA PROFESSIONI SANITARIE LOMBARDIA
Massimiliano Sabatino
http://www.antoniotomassini.it/stampa/50/Ddl-1142-Gli-ordini-fondamentale-strumento-contro-abusivismo-e-comportamenti-scorretti.html
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, ora un piccolo assaggio di un gustoso pezzo che potrete leggere sulla prima pagina di Riabilitazione Oggi di ottobre.
Giornale che, dal prossimo anno, tornerà ad una periodicità bimensile (dai 10 attuali passerà a 5 numeri all’anno, con esclusione dei mesi di luglio e agosto).
La quota di abbonamento prevista è di euro 20 (se sottoscritto entro il 15 gennaio) ed è comprensiva dell’iscrizione al “Riabilitazione Oggi CARD Club” per il 2012, con possibilità di usufruire degli sconti e dei servizi previsti per i Soci.
Dopo il 15 gennaio la quota di abbonamento è di 10 euro.
I versamenti vanno effettuati sul c.c. postale n. 35228204 intestato a Editrice Speciale Riabilitazione – Via Lattanzio 15 – 20137 Milano.
Per ulteriori informazioni contattare la Segreteria allo 02/550.12.550 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12,30.
SM CONTESTA IL FATTO DI NON POTER FARE IL MEDICO
Ve la ricordate quella canzoncina dello Zecchino d’oro sui ” 44 gatti, fila per sei, con il resto di due”? Beh, qualcosa del genere, ma molto più in grande, si erano messi in testa di organizzarlo, in piazza Montecitorio, lo scorso 20 settembre, anche alcuni Isef e Laureati in Scienze Motorie, storicamente, da sempre, affini al mondo della riabilitazione.
L’avevano studiata in grande: dall’abbigliamento (camice bianco – t-shirt o camicia bianca e jeans), alla parte coreografica. Si sarebbero dovuti assembrare a drappelli di 100. Disporsi su file 10 per 10, distanziati di un paio di metri l’uno dall’altro, con tanto di responsabile per ogni gruppo. Costui sarebbe stato deputato a dire: “ ORGANIZZIAMOCI !”
…. nessun Ufficiale di Picchetto mi ha mai fatto fare le cose che intendevano fare costoro (non scherzo): otto squat a braccia in avanti; 12 slanci delle braccia avanti; 12 braccia in alto; skip lento modello marcetta; 12 calciate lente; 12 slanci delle braccia avanti alternati ad altrettanti delle braccia in alto! Insomma una vera scemenza visto che lo scopo dichiarato era quello di rivendicare l’inclusione del Laureato in SM in sanità.
….se si chiede l’abolizione totale del comma, stanno chiedendo di fare anche il medico!
Dimenticavo, alla fine i responsabili avrebbero dovuto dire: “ROMPETE LE RIGHE”. Già, rompete.
Sponsor DATA BASE Fisioterapisti
Gentili Colleghi,
da alcuni mesi è on-line l’Annuario della Riabilitazione.
Nonostante la consapevolezza che si trattasse dell’accollo di notevoli sforzi, con il Circuito med34 abbiamo deciso di rendere questo Servizio Gratuito per tutti i Colleghi.
Quando d’Annuario della Riabilitazione nacque, eravamo sul finire del secolo scorso (metà anni ’90), il servizio era molto semplice (le opportunità erano quelle di allora..). Per riuscire a “godere” di alcune pagine web era necessario pagare profumatamente (fui il primo ad acquistare questo servizio nella versione “pay”). Il costo era di 800mila lire per il primo anno e 400mila per i successivi! (ovvero circa 400 euro il primo anno e circa 200 i rinnovi).
ORA tutto ciò è GRATUITO
Per usufruire dello spazio equivalente al materiale inseribile in due fogli A4 (siano immagini o testi) è necessario compilare e spedire il Modulo scaricabile dall’home page del Portale via fax (o tramite allegato e-mail).
Diffondete l’esistenza dell’Annuario della Riabilitazione
Può essere utile:
– ai Liberi Professionisti (per ottenere una maggior visibilità a beneficio dell’utenza);
– ai neo-laureati (per essere facilmente rintracciabili dai Centri che stanno cercando personale)
– dai dipendenti (le opportunità di collaborazione con Enti di Formazione o con altre strutture aumentano se ci facciamo trovare)
E’ un’iniziativa Gratuita a beneficio di Tutti i Fisioterapisti
Cordiali saluti.
dott/ft Nicola Dacomo C&O med34 – Italia
med34 – Stay tuned!
collegamento sponsorizzato Speciale LASER Nd-YAG. Il nuovo Laser Nd-YAG ad Alta Potenza. Protocolli preimpostati e validati dalle più importanti Società Scientifiche. Funzionamento Completamente Automatico in relazione alla Patologia ed allo Specifico Paziente (impedenziometro, sensore di temperatura e profondità di trattamento). Vasta gamma a partire da 9250,oo + IVA.
RIAB INFO Anno IX° n° 19
RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 11 ottobre 2011
Anno IX° n° 19
le ultime news di Riab Info
403 NEUTRINI A BERSAGLIO
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, neanche il tempo di rientrare dal congresso nazionale dell’Aifi, dello scorso 8 e 9 ottobre, che, con un tempismo che ha dell’inverosimile, il giorno dopo, il Ministero della Salute, per altro presente ai lavori congressuali, ci regala una chicca che mai ci saremmo aspettati, tanto è incomprensibile.
Mentre ancora non si è ancora spento l’eco dello straordinario esperimento che ha visto i neutrini superare la velocità della luce che, alla stessa maniera, una sparuta flottiglia, targata 403/71, è andata all’arrembaggio del sistema e, superando tutte le norme e le regole di questo Paese, è riuscita, almeno formalmente, a far inserire il massofisioterapista nell’elenco delle professioni sanitarie riconosciute presente sul sito del Ministero della Salute.
Un evento stupefacente dal momento che, a tutela dei cittadini e del sistema nel suo complesso, sono state messe in campo tutta una serie di norme, integrate e coerenti fra loro, proprio per impedire che una cosa del genere potesse mai accadere in un Paese civile.
Anche RIAB INFO, come per altro anche Aifi nel suo comunicato, si auspica una pronta rettifica. In caso contrario bisognerà usare ogni mezzo lecito, compreso il “Popolo di Riab Info”, come abbiamo fatto in passato, per respingere questo ennesimo tentativo di aggirare le regole per interessi che ci risultano quantomeno incomprensibili.
Non è da escludere che, come è successo al Miur, sulla gustosa vicenda di quel fantomatico tunnel dei neutrini, anche alla Salute qualcuno, su questo tema, ci perda la faccia e visto che anche sul Mcb, che ha costretto l’Aifi ad intervenire per sospetta pubblicità ingannevole, si stanno facendo manovre a largo raggio. Non vorremmo che le due faccende, per ora slegate, finissero per essere due facce indigeribili della stessa medaglia.
RIAB INFO, a seguire alcuni comunicati Aifi.
Il Ministero disorienta sui Massofisioterapisti
Con una iniziativa sorprendente il Ministero della Salute ha incluso nell’elenco delle professioni la “professione sanitaria non riordinata prevista da norme vigenti” del Massofisioterapista (legge 403/71).
http://www.salute.gov.it/professioniSanitarie/paginaInternaNoMenuSec.jsp?id=91&menu=elenco&lingua=italiano
L’Aifi ha, su questo specifico aspetto, pendente un ricorso al Consiglio di Stato che contesta la validità dei titoli ottenuti dopo i termini di legge.
Questa iniziativa del Ministero è ancora più incomprensibile dopo che, con l’approvazione del decreto di equivalenza (26 luglio 2011), per i Massofisioterapisti biennali è stato previsto l’iter per ottenere l’equivalenza al Fisioterapista.
Tutto ciò rende evidente come il Massofisioterapista sia stato riordinato, come già avvenuto per il Terapista della Riabilitazione, nel Fisioterapista. Inoltre, tutto questo è stato fatto in attuazione della legge 42/99 che ha abrogato le professioni sanitarie ausiliarie e, assieme ad altre norme, ha definito i requisiti necessari per essere considerati una professione sanitaria, tra cui l’imprescindibile formazione universitaria.
L’Aifi chiederà al Ministero di correggere questa posizione che rischia di alimentare ulteriore disorientamento in un settore già interessato da fenomeni di abusivismo.
MASSAGGIATORE CAPO-BAGNINO: L’ISTITUTO NUOVA TECNICA 2000 CI RIPROVA E AIFI NE SEGNALA IL MESSAGGIO PUBBLICITARIO COME INGANNEVOLE
AIFI-Friuli Venezia Giulia ha inviato una segnalazione all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, per sospetta pubblicità ingannevole, riguardo il messaggio con il quale l’istituto di formazione NUOVA TECNICA 2000, di Avezzano (AQ), pubblicizza i propri corsi per MASSAGGIATORE CAPO-BAGNINO DEGLI STABILIMENTI IDROTERAPICI, in accordo con altri enti di formazione (nel caso specifico in provincia di Udine), al di fuori del territorio abruzzese.
Il messaggio pubblicitario cita, fra le possibilità lavorative dei soggetti che verrebbero in possesso del titolo di MCB, la libera professione e l’apertura di studi professionali.
Al riguardo, tuttavia, già il Ministero della Salute con le note del 17 giugno 2010, del 19 luglio 2010, del 29 ottobre 2010 prima ed il TAR Lombardia, con sentenza n. 676/11 poi, avevano chiarito che il MCB può “svolgere la propria attività esclusivamente in rapporto di dipendenza e sotto la supervisione e responsabilità del fisioterapista”.
Le attività possibili da parte di questa figura, datata Regio Decreto 31.05.1928 e annoverata fra le “arti ausiliarie delle professioni sanitarie” e quindi, ad esempio, non più prevista negli organici del Servizio Sanitario Nazionale, sono ridotte esclusivamente al regime di dipendenza in strutture private (se convenzionate, non concorrono ai requisiti di accreditamento con il SSN) ma sotto supervisione di un Fisioterapista; nessuna libera professione.
Ignoriamo, in realtà, come si possano davvero spendere tali “competenze”.
Concluso il congresso a Pacengo del Garda (VR): ANTONIO BORTONE RIELETTO PRESIDENTE
COMUNICATO STAMPA
Concluso il congresso a Pacengo del Garda (VR)
AIFI, ANTONIO BORTONE RIELETTO PRESIDENTE
Dopo due intensi giorni di dibattito aperti dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, approvate numerose mozioni per la promozione della professione, l’informatizzazione degli aggiornamenti, l’istituzione di un albo ‘privato’ in attesa che la politica faccia il suo dovere
Roma, 10 ottobre 2011 – Antonio Bortone è stato rieletto presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (Aifi). Si tratta del XXI Congresso Nazionale dell’Associazione considerando anche l’attività svolta dall’AITR (l’Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione). Una rielezione all’insegna della continuità da un lato, e del rinnovamento dall’altro. Nella continuità per quanto riguarda l’azione di pressione istituzionale al fine di ottenere l’approvazione della legge che istituisce gli ordini professionali per le professioni sanitarie, per il contrasto all’abusivismo e per la difesa della professionalità. Nel segno del rinnovamento per quanto riguarda il processo di riorganizzazione interna con la creazione di un sistema di servizi razionalizzato e sinergico con le sedi regionali e con l’inserimento negli organi decisionali interni di rappresentanti delle giovani generazioni di fisioterapisti.
E’ stato un congresso che ha dato prova, dopo tre anni di lavoro, di grande maturità politica e di sentimento unanime come non accadeva da molti anni. Sono state presentate mozioni congressuali di forte impegno e annunciate importanti sfide culturali, con l’approvazione del nuovo codice deontologico, e organizzative.
Un congresso che si era aperto all’insegna del dialogo e della disponibilità politica e professionale con un intervento video del sottosegretario alla salute, Francesca Martini, rappresentata ed introdotta alla platea da Giovanni Leonardi (Direttore Generale delle Risorse Umane e delle Professioni Sanitarie del Ministero della Salute). “Apprezzo – ha detto l’On. Martini – il lavoro dell’Associazione Italiana Fisioterapisti per l’impegno nelle attività di promozione e tutela della professionalità e per l’istituzione degli Ordini nelle professioni sanitarie. Ribadisco l’impegno anche del Ministero della Salute contro il grave fenomeno dell’abusivismo e mi compiaccio per la definitiva abrogazione dell’articolo che equiparava il diploma in scienze motorie a quello in fisioterapia. Sono, siamo consapevoli dell’importanza della figura del fisioterapista nell’ambito di un team multidisciplinare che metta il paziente al centro del percorso riabilitativo, con la collaborazione del care giver e della famiglia in generale. Comprendiamo che la realtà dei fatti pone gli operatori in condizioni oggi ancora molto difficili, per contesto, organizzazione e progettualità, soprattutto in alcune Regioni. Eppure costatiamo lo sforzo dell’AIFI per promuovere l’aggiornamento professionale ed avviare la fisioterapia verso il futuro”. Una importante rassicurazione è giunta anche su una veloce ricalendarizzazione del DDL 1142 per l’istituzione degli Ordini nelle professioni sanitarie. “Si tratta – ha detto il presidente Bortone – di ‘buoni propositi’ che ci auguriamo si trasformeranno presto in azioni politiche chiare perché ormai ineludibili: è l’Europa che ci chiede di stare al passo. E’ necessario per questo completare il quadro giuridico delle professioni sanitarie perché l’abusivismo non colpisce solo la professione, ma soprattutto i cittadini e il ‘sistema salute’ dell’Italia”.
Ecco l’elenco degli eletti
Presidente: Antonio Bortone
Vicepresidente: Mauro Tavarnelli
Segretario Nazionale: Alessandra Amici
Tesoriere: Vincenzo Ziulu
Responsabile affari legali: Mimmo D’Erasmo
Responsabile libera professione: Giuliano Feltre
Responsabile formazione di base: Rosario Fiolo
Responsabile formazione specialistica: Roberto Marcovich
Responsabile dei rapporti con le società scientifiche: Simone Cecchetto
Responsabile comunicazione e marketing: Roberto Meroni
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
DE LILLO: PRESTO IN SENATO VERRA’ APPROVATO IL DDL 1142 SUGLI ORDINI DELLE PROFESSIONI SANITARIE
Il Senatore Stefano De Lillo (PDL) durante la conferenza online in diretta suwww.conferenzeonline.net ha dichiarato che entro un mese sarà messo in agenda nel Senato la conversione in legge del ddl 1142 sull’istituzione degli Ordini Professionali. Il Senatore durante la conferenza si è mostrato ottimista in una breve risoluzione della vicenda. Durante la conferenza sono intervenuti il prof. Raoul Saggini , il dott. Giorgio Puricelli e il dott. Fernando Capuano (8 ottobre 2011)
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°Portonovo (AN) 17 Settembre 2011-09-18
Assemblea CONAPS
Presenti per sigle: AIFI, AITeP, AITN, AITRP, ANDID, ANEP, ANTEL (Federazione con Assiatel e Aitic), ANTOI, AsNAS, FITeLAB, FIOTO, FLI
Inizio lavori ore 14.30
In relazione agli avvenimenti relativi all’ITER del DDL 1142 e suo momentaneo stop in aula, il Presidente Bortone introduce l’assemblea con un resoconto dei fatti. L’analisi evidenzia come tra la notte del 13 e 14 settembre, sia avvenuto uno sconvolgimento dello scenario atteso. Il CONAPS sempre più visibile e incisivo, deve saper sfruttare questo momento anche se negativo, quello che è successo e la stessa decisione di sospenderne il voto, forse è la cosa che più ci fa sperare in un probabile intervento successivo di ri-calendarizzazione. L’approvazione al Senato è comunque propedeutica a quello che dovrà avvenire alla Camera e forse è stato meglio che le posizioni e le responsabilità dei “sabotatori” e oppositori siano emerse proprio ora. Se la parte governativa tira il “freno a mano” sul DDL, e dimostra comunque una diversità di posizione palese visto che i firmatari del DDL sono proprio una parte governativa e lo stesso Ministro Fazio se ne è fatto carico in più occasioni, allora la nostra azione sarà facilitata. Sicuramente il paradosso è che è stata percepita una contraddizione relativa al sistema di “liberalizzazioni” invocato da una parte del governo e organizzazioni liberali ed imprenditoriali, che niente hanno dimostrato di sapere di Salute e diritti dei Cittadini né tantomeno di abusivismo e nostra situazione Professionale, basta leggere alcuni articoli sui quotidiani e i resoconti di alcuni Senatori in Aula di entrambi gli schieramenti. Quello che si può ipotizzare è che si stia consumando una partita “personalistica” tra esponenti del Governo e noi dobbiamo essere lucidi e ordinati nelle azioni da intraprendere. Da registrare le dichiarazioni del Ministro Fazio a favore del DDL, la lettera della CGIL e le altre dichiarazioni positive dei Senatori dell’opposizione.
Il momento richiede lucidità e tempestività di azione, da agitazione professionale il CONAPS dichiara lo stato di agitazione “politica”. Il cambio di paradigma comprende una serie di azioni e comportamenti, primo fra tutti vi è il mandato che tutte le Associazioni diano il via ad una campagna di comunicazione nei propri siti e ai propri soci, il tutto in sinergia con quanto il Coordinamento sta predisponendo quale: campagna mediatica già in atto (vedi comunicato stampa, report agenzie e interviste in programma).
Dopo ampia discussione e interventi che argomentano e convergono a favore di quanto sopraesposto, si propone quanto segue:
• Immediata lettera con richiesta di Convocazione al Ministro Fazio su situazione DDL 1142
• Lettera a Schifani per immediata ri-calendarizzazione
• Lettera alla relatrice Bianconi per monitorare la questione degli emendamenti da rivedere
Sono al vaglio altri interlocutori istituzionali da contattare e sollecitare ad una massima attenzione.
Inoltre, il CONAPS organizzerà entro un breve periodo, una Conferenza stampa invitando i Presidenti dei Collegi, i responsabili della Sanità delle Organizzazioni Sindacali, i rappresentanti dei Cittadini; sarà ribadito il concetto che la Legge sugli Ordini è una legge di equità, che armonizza lo stato delle Professioni Sanitarie ed è un provvedimento che tutela il Cittadino.
Mastrillo aggiunge che è comunque improrogabile una riforma delle Professioni e che paradossalmente, se questo iter riceve uno stop, il provvedimento che sta proseguendo alla Camera relativo alla riforma dei “vecchi” Ordini, potrebbe portarci un vantaggio e conglobarci nella riforma stessa.
Vengono date ulteriori Informazioni su quanto avvenuto in Conferenza delle Lauree delle Professioni Sanitarie.
Sono state approvate tre mozioni che saranno inviate al Ministro Gelmini e che propongono:
1) Possibilità per chi è in possesso della Laurea Magistrale di effettuare i concorsi di Coordinatore di cui alla Legge 43/06 per la quale funzione serviva unicamente il Master.
2) Armonizzare la situazione delle docenze nei CdL per la quale funzione deve essere previsto il possesso della Laurea Magistrale affine e specifica della disciplina. Per tutti coloro che non hanno il titolo è prevista una moratoria per 5 anni per permetterne l’acquisizione.
3) Viene ribadito l’importanza di migliorare i contenuti della Laurea Magistrale ed il suo mandato che è quello di elevare la cultura professionale avanzata delle Professioni della Salute. Il suo mandato non riguarda solo la formazione di Manager, ma anche di esperti della metodologia della ricerca e della Metodologia della Didattica
Fine dei lavori ore 16.45
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, ora due articoli presi dal numero di settembre di Riabilitazione Oggi in distribuzione
FISIATRIA, RETROCESSA A 3 ANNI (Mg)
Come sempre ride bene chi ride ultimo. Capita così che quella sorta di offesa, lanciataci tempo addietro, era il 2004, da uno dei soliti noti, che ci descriveva come poveri “fisiatri bonsai” si stia proprio per concretizzare, ma non per noi, per loro. Infatti spulciando la proposta “Fazio Gelmini” per la riforma del percorso di studi della facoltà di medicina le sorprese non mancano e non parlo del fatto che, al termine dei sei anni, come ora capita per le nostre professioni, l’esame di laurea coinciderà con l’esame di stato e permetterà loro di avere in tasca un diploma abilitante, ma del fatto che la durata dei corsi di specializzazione verrà riportata con i piedi per terra in un utile, a volte serve, raffronto con la realtà europea. E così se le specialità chirurgiche passeranno da 6 a 5 anni e quelle mediche da 5 a 4 anni, alcune di queste avranno il privilegio di svolgersi in soli 3 anni. Fisiatria è proprio una di quelle per le quali, vista evidentemente la riconosciuta complessità, si prevede il passaggio dagli astronomici 5 attuali ai più che sufficienti 3 anni. A questo punto una domanda sorge spontanea: ma anche questo fisiatra in “sedicesimi”, come amabilmente siamo stati definiti da un altro dei soliti noti, non rischierà di sentirsi un tantino bonsai?
FAR LAVORARE 4 FISIOTERAPISTI COSTA UN’ ESAGERAZIONE (Mg)
http://www.bbc.co.uk/news/health-15037491
E alla fine il “ See and Treat” (valuta e cura), sperimentato in alcuni pronto soccorso toscani, ha dato i risultati sperati tanto che si pensa di estenderlo ora a tutti gli ospedali della Regione. Come ho avuto già modo di scrivere si tratta di infermieri che, intervenendo direttamente al posto dei medici, in alcuni casi selezionati e di minore gravità come piccole ferite, abrasioni, slogature, punture d’insetto o altro, hanno ridotto anche del 70% i tempi d’attesa, permettendo così al medico di concentrarsi sulle vere emergenze. Questo nonostante penda ancora, su questa iniziativa, un esposto presentato alle Procure di Bologna e Firenze dall’Ordine dei medici di Bologna contro il quale si è levata una misurata, quanto chiara risposta dell’Ipasvi, secondo il quale: “ il progetto sotteso al modello organizzativo See and Treat non contiene sostanziali elementi di novità rispetto a ciò che gli infermieri italiani fanno già dagli anni novanta”. Insomma, siamo alle solite: va bene che si faccia, purchè il tutto resti nell’ombra e non venga ufficializzato perchè in questo caso, scattano le denunce. Chissà se all’estero si sono fatti venire le stesse “paranoie”? Presumo di no, visto che in Irlanda, Svezia o Inghilterra gli infermieri possono prescrivere medicinali. In Spagna, ad esempio, sono addirittura 400 i principi attivi prescrivibili dagli infermieri. Bene ha fatto quindi la Toscana a ad adottare un sistema che, utilizzato da tempo e con successo nei paesi anglosassoni, non ha mancato di dare i suoi frutti. Ma questa esperienza dovrebbe farci aprire gli occhi su quello che succede nel nostro settore se solo si vogliono far lavorare una decina di fisioterapisti. Si fanno le cose in grande: si apre un reparto, con un primariato fisiatrico. Si assumono altri fisiatri e almeno un qualche internista che sappia poi curare i pazienti, con tutto l’ovvio seguito di Capo Sala, infermieri ed Oss. Insomma una esagerazione per far lavorare quattro colleghi! Basterebbe, come ho già scritto, convertire in riabilitazione alcuni posti letto per acuti in alcuni reparti e già non si dovrebbero mettere in piedi altri primariati e ricercare altri medici e infermieri. Questi letti potrebbero essere trattati da un consistente pool di fisioterapisti, raggruppati in un Servizio di Area Riabilitativa, retto da un collega con laurea specialistica. Questo la legge lo consente ma, poiché questo andrebbe nella giusta direzione del contenimento dei costi, valorizzazione delle professionalità che lo Stato prepara a sue spese, state tranquilli che non vedrà mai la luce!
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
MAIL Mastrillo n. 12, del 3 ottobre 2011
1) CORSI DI LAUREA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
2) CONFERENZA CORSI DI LAUREA DELLE PROFESSIONI SANITARIE
3) OSSERVATORIO DEL MIUR PER LE PROFESSIONI SANITARIE
4) EQUIVALENZA
5) ORDINI e ALBI
1) CORSI DI LAUREA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
Archiviati gli esami di ammissione con l’imminente chiusura delle immatricolazioni, resta da concludere solo la prova di ammissione del 26 ottobre per i 1.631 posti della Lauree Magistrali delle Professioni Sanitarie. E’ ancora viva l’attesa di molti studenti per l’ampliamento dei posti su Medicina e Chirurgia, dai 9.501 a bando ai
10.566 richiesti invece da Regioni e Ministero Salute e auspicati anche dall’Ordine dei Medici FNOMCEO
http://portale.fnomceo.it/PortaleFnomceo/showItem.2puntOT?id=83795#
http://portale.fnomceo.it/PortaleFnomceo/showItem.2puntOT?id=83976
Su questo tema il 28 settembre alla Camera dei Deputati il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha risposto alla Interrogazione a risposta immediata n. 3-01849 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1605_allegato.pdf
su “iniziative relative alla carenza di personale sanitario e alle modalità di accesso alle facoltà di medicina e chirurgia”, presentata il 27 settembre da Carmelo Lo Monte (MPA)
http://leg16.camera.it/412? dSeduta=0526&resoconto=stenografico&tit=00090&fase=00010
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=43861&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZI
ONE+A+RISPOSTA+IMMEDIATA+IN+ASSEMBLEA%27
Puntualmente come ogni anno, Andrea Casanova, dell’Università di Cagliari pubblica un’analisi statistica precisa e dettaglia sulla risposta agli 80 quiz. http://pacs.unica.it/pacs/graduatorie/statsmed11.htm
Oltre ai punteggi minimi di ammissione, si rilevano spunti davvero interessanti anche su una eventuale simulazione nazionale per l’assegnazione dei posti e sul rendimento secondo il titolo di maturità degli studenti.
Per quanto riguarda l’esame di ammissione per le Professioni sanitarie, per la prima volta ci sono forti lamentale sia per alcune anomalie meramente tecniche nella elaborazione delle graduatorie (Brescia, L’Aquila e Palermo) che sulla tipologia di qualche quiz (Roma Sapienza) http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=156252
http://www.bresciatoday.it/cronaca/brescia-udu-errori-test-ammissione-medicina.html
http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/292315_quiz_sbagliato_in_2500al_tar_contro_medicina/
http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2011/09/22/news/nuove-graduatorie-proteste-all-universita-5008923
http://www.ilcapoluogo.com/News/Attualita/Test-a-Biologia-e-Chimica-errori-nella-correzione-di-11-domande-65182
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/18/professioni-sanitarie-graduatorie-da-rifare.html
http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=14G96A&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1
tanto da sollecitare anche gli immediati chiarimenti da parte del Ministro dell’Università, Maria Stella Gelmini, su
RAI 1, del 21 set. (min.14.00) http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-f60af747-8bbe-49fb-9643-0812d7b231c4.html?p=0
Secondo il Ministro Gelmini, comunque i test di Medicina in Italia “non agevolano certo i raccomandati, perchè sono atti in maniera trasparente. Chi corregge il compito non conosce il nome del candidato. Abbiamo cercato inoltre di intervenire
favorendo le domande di logica”. Gelmini respinge responsabilità sul caso grattachecca, “domanda proposta dall’Ateneo
La Sapienza di Roma e non dal Ministero”. http://www.universita.it/test-ammissione-2011-bilancio-gelmini/
Diverso è il caso di Palermo dove oltre ad essere stata ritardata la graduatoria per un errore sulla valutazione di un quiz., ci potrebbero essere dubbi sulla composizione del questionario rispetto all’indicazione ministeriale, artt.
2. co. 3 e 7, co. 3 del Decreto 15 giugno 2011 applicata da tutte le Università con 40 quiz di Cultura generale e logica, 18 di Biologia, 11 Chimica e 11 di Fisica-Matematica, http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/giugno/dm-15062011.aspx
Invece a Palermo, per una diversa e dubbia interpretazione di questo Decreto, i quiz sono 35 per Cultura
generale e Logica, 15 per Biologia, 15 per Chimica e 15 Fisica-Matematica.
http://portale.unipa.it/amministrazione/areaserviziarete/segreteriestudenti/home/attachments/bandi_2011/bando_professioni_sanitarie.pdf
Commento
Il problema starebbe quindi nella mancata uniformità della elaborazione del questionario che per le Professioni sanitarie viene gestito autonomamente da ogni singolo Ateneo e non dal Ministero dell’Università, come invece avviene già da diversi anni per Medicina e Chirurgia, per Odontoiatria e per Veterinaria.
Perché allora non prevedere che per il prossimo AA 2012-13 anche per le Professioni Sanitarie il questionario sia unico per tutte le Università e proveniente dal Ministero ?
http://www.aitn.it/areatest/rassegna/sole/2009/Sole%20Sanità%2025%20ago%202009%20ammissioni%20pag%2022%20e%2023.pdf
Peraltro, già una metà delle Università, fra cui Ancona, Bologna, Catanzaro, Napoli 2, Roma Tor Vergata, si affidano allo stesso Consorzio CINECA che gestisce gli esami nazionali per Medicina e Chirurgia.



